Sicurezza
Caso Esperia. La domanda se la pone Milziade Caprili il giorno dopo lintesa fra Comune e Viareggio
«Ma chi lo paga il nuovo stadio?»
L'opposizione teme una maxispeculazione ai confini della pineta
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VIAREGGIO. Prime reazioni (negative) al protocollo firmato da Comune e Viareggio per la vendita dei Pini all'Esperia per costruire il nuovo stadio con annesso centro commerciale. A sparare a zero è l'opposizione, a partire dal senatore Milziade Caprili che teme sopratutto una maxispeculazione nella zona a ridosso della Macchia Lucchese. «Due premesse e qualche sparsa considerazione sulla ritornante proposta di speculazione in zona Stadio». Così inizia l'attacco di Caprili. «La prima premessa: la politica consiste anche (ma, appunto, anche..) nel ripetersi di annunci e da questo punto di vista la giunta vomunale non si è fatta mancare niente. «La seconda: immaginiamo che il signor dindaco, non avendo una visione proprietaria delle cose della città (ma è proprio così?), non mancherà di aprire sul tema Stadio e sul protocollo con l'Esperia, un ampio dibattito in consiglio. O no?». Poi Caprili passa alle considerazioni sull'operazione. «1) se l'Amministrazione Comunale si trovasse nella condizione economico-finanziaria tale da poter sostenere lo sport cittadino, ben venga ed arrivo a dire, forzando un po', che sarebbe secondario da chi iniziare, basterebbe farlo. Una parte dei (fantomatici?) 18 milioni di euro potrebbero essere spesi bene a sostegno dello sport dilettantistico e no, delle molte società, grandi e piccole, che tirano la vita con i denti. Se, come si è recentemente letto, il Monte dei Paschi fosse disponibile al leasing, si sbrighi, cortesemente. (Poi,qualcuno, dovrà spiegare, se, e vorremmo sottolineare se, fosse questa la traiettoria del finanziamento Cittadella, perché la Banca Nazionale del Lavoro no e il Monte si...). «2) C'è bisogno di fare dei lavori allo Stadio dei Pini, si proceda. Si rende necessario costruire un nuovo Stadio e ci sono le risorse sufficienti anche per questa bisogna, allora si proponga una zona al confine della Città e vicina alle grandi strade di comunicazione. «3) Si dice: ma guardate che l'Esperia così non è in grado di andare avanti perché mancano le risorse. Il Comune l'aiuti doverosamente, rispondiamo noi. E già che ci siamo levateci un dubbio: le dimensioni e le utilizzazioni del (si fa per dire!) nuovo stadio sono ancora quelle indicate nei progetti di massima? La grande occasione consisterebbe in 10.003 posti previsti; 4500 metri quadrati lordi e 15.750 metri cubi per l'Hotel con una sosta stanziale prevista in 1575 auto; la ristorazione occuperebbe 1750 metri cubi lordi, i magazzini 7000, i negozi 8000 mq per un totale di sosta stanziale di 2800 mezzi; la grande distribuzione con una superficie di vendita di 1500 mq e una sosta possibile di 875 unità etc etc. Proprio una gran bella occasione! Ma del resto le stesse parole vennero usate per la Città Giardino (Mario Tobino, anche lui alla retroguardia rispetto a tanti innovatori non era d'accordo tanto da scrivere:" come quella parte della pineta che si è trasformata nella maledetta città-giardino" Mario Tobino " Sulla spiaggia e di là dal molo") e per la LagoMare. «4) E tutto questo dove? Nel quartiere delle Darsene che, ad avere un po' di sale nella zucca e un po' d'interesse per quel che rimane della nostra Viareggio, andrebbe nel caso decongestionato. «E, ultima domanda: se l'Esperia non ha un soldo chi farà l'investimento? Una banca (meditate gente, meditate), un pool d'imprenditori, una banca con un pool d'imprenditori?Il Mago Merlino?». Firmato Caprili.
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