Il dolore
Via i Suv dalle case popolari
Marco Pomella
◗
Una pattuglia della Guardia di finanza Primo effetto dei controlli di Finanza e Comune sul tenore di vita
2 MINUTI DI LETTURA
MASSAROSA. Qualcuno ha pensato bene, intanto, di far sparire da sotto casa il suo Suv, per mascherare uno stile di vita al di sopra del proprio reddito. Le parole del sindaco di Massarosa, Franco Mungai, e, soprattutto, l'accordo che è stato stretto con la Guardia di Finanza, per la lotta all'evasione ed ai "furbetti", qualche effetto, però ora solo psicologico, l'ha già ottenuto. Gettando nel panico quelli che non sono in regola. Gli uffici del Comune hanno già inviato 110 tabulati alle Fiamme Gialle. Si tratta dei redditi Isee degli assegnatari delle case popolari. «Di questi 110 ne abbiamo evidenziati in particolare dieci - dice l'assessore al sociale Simona Barsotti -: nuclei che secondo noi ostentano uno stile di vita non idoneo al reddito dichiarato». L'obiettivo del Comune è stanare chi non ha (o ha perso negli anni) i requisiti per aver diritto ad un alloggio pubblico. Per dar modo a chi realmente ne ha bisogno di avere una casa popolare. E per questo ha chiesto aiuto e supporto agli esperti della Guardia di Finanza di Viareggio (che si occuperanno anche dell'evasione Ici). «Al momento non abbiamo ancora riscontri da parte loro - dice Mungai - ma intanto qualcuno ha fatto sparire i Suv che stavano sempre parcheggiati sotto alcune case popolari». Qualcuno che evidentemente teme controlli più accurati. «Ci sono famiglie - aggiunge Barsotti - che hanno redditi bassi ma poi organizzano cene e festini tutte le sere, oppure che hanno grosse auto a disposizione, o ancora che cambiano in continuo grossi e costosi elettrodomestici». Ma non è solo sui redditi e sugli alloggi pubblici che il Comune vuol fare chiarezza. «Grazie al supporto con Gaia - annuncia il sindaco - abbiamo avviato un controllo incrociato tra gli acquedotti realizzati e gli allacci dei privati. Risultano circa 3.200 immobili non allacciati. Un migliaio e cinquecento di questi edifici si trovano in zone non coperte dal servizio. Gli altri probabilmente sono allacci abusivi che evitano così di pagare la tassa sulla depurazione». Dopo l'avvio di questi controlli qualche cittadino si è autodenunciato. «Ma si tratta di casi sporadici - dice Mungai - ci aspettavamo un numero molto maggiore. Ma è solo questione di tempo: a breve emergeranno tutte le irregolarità».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
