Toscana
Sanità. Punzecchiatura di Lunardini: il Versilia deve rimanere un punto di eccellenza
«I tumori? Colpa delle aziende»
Luca Cinotti
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VISITA. Il sopralluogo nel pronto soccorso L'assessore regionale punta il dito sull'utilizzo, in passato, dell'amianto
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VIAREGGIO. «L'alta incidenza del cancro al polmone sulla costa? Non avviene certo per caso». L'assessore regionale alla sanità Daniela Scaramuccia coglie l'occasione della sua visita versiliese per affrontare il tema delle tante, troppe morti per tumore. Parlando di fronte a decine di medici e infermieri, in occasione dell'inaugurazione del pronto soccorso rinnovato (che è già in funzione da metò giugno), Scaramuccia ha messo sul tavolo le sue analisi e, soprattutto, le sue preoccupazioni. Partendo da un dato incontrovertibile: l'incidenza del tumore, sorprattutto quello del polmone, sulla costa toscana è più alta rispetto all'interno: «È vero che la forbice si sta riducendo, ma soprattutto nel periodo 2006-2008 è rimasta comunque accentuata». L'assessore ha provato a fornire anche un'analisi delle possibili cause: «Si tratta di malattie che hanno un decorso lungo, di 20-30 anni. E allora mi chiedo: cosa c'era sulla costa 20 o 30 anni fa? Avevamo molta industria pesante e cantieristica, che utilizzava tantissimo amianto». Detto delle cause di quello che è stato, Scaramuccia non ha nascosto le sue preoccupazioni per quello che verrà: «Le statistiche sugli stili di vita ci dicono che sulla costa si fuma di più, si beve più alcol e si fa meno attività fisica, anche se indicata dai medici. Se fra vent'anni avremo ancora un'alta incidenza di certe malattie, qualche domanda su questi stili di vita dovremo pur farcela». La visita in Versilia, oltre all'illustrazione del nuovo pronto soccorso (che secondo i vertici aziendali ha ben superato la prova critica dell'estate) è servita a fare il punto anche su questioni di "politica sanitaria" e sul ruolo della Versilia e dell'Asl 12 nel grande scacchiere della sanità toscana. Un punto toccato, con una vena di polemica dal sindaco di Viareggio Luca Lunardini. Che ha esordito avvertendo che «l'ospedale Versilia è e deve rimanere un'eccellenza. Purtroppo, a volta, si ha la sensazione - e vogliamo che rimanga solo una sensazione - che possa essere non adeguatamente valorizzata». Lunardini ha poi chiarito i suoi riferimenti con una nota nel pomeriggio, citando esempi come la mancanza dell'emodinamica o della radioterapia». Scaramuccia ha garantito che il livello dell'attenzione nei confronti della sanità versiliese rimarrà alta. E che la società della salute (della quale, fra l'altro, il primo cittadino di Viareggio è il presidente) non può ne deve sostituire l'attività sanitaria. Una discussione senz'altro garbata e in punta di fioretto, che sottende uanreltà precisa e più preoccupante: la possibilità di eventuali accorpamento delle aziende sanitarie più piccole (compresa la nostra) alle più grandi. Non a caso, nella sua nota, Lunardini fa il nome di Pisa. Voci alle quali l'assessore regionale ha voluto mettere il tappo: «So che c'è chi dice che abbiamo troppe Asl. Per me, invece, il numero è giusto». Piuttosto, Scaramucci ha difeso la necessità di chiudere gli ospedali più piccoli. Un percorso che, con tutti i dolori, i sacrifici e le rinunce che comporta, la Versilia ha già affrontato.
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