Proteste
Condanna per i tango-bond
Corrado Benzio
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I giorni della rivolta in Argentina: la grande crisi seguì al default dei titoli di Stato Banca deve risarcire un pensionato di 56mila euro
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VIAREGGIO. Lo avrebbero definito un investitore esperto e così gli hanno venduto 100mila euro (valore di oggi, allora si pagava ancora in lire) di tango-bond, ovvero di obbligazioni della Repubblica Argentina. L'investitore cosiddetto esperto aveva 75 anni, all'epoca, ed era un lavoratore delle cave di Stazzema in pensione, classe frequentata (prima della seconda guerra mondiale) la quinta elementare. Per i suoi investimenti - ma non era la prima volta - nel giugno 1996 si era rivolto al Monte dei Paschi di Siena agenzia di Seravezza. L'investitore esperto ha subito il crac Argentina e quando - nel febbraio 2006 - è andato a vendere quelle obbligazioni ci ha guadagnato 29mila euro e spiccioli, con un perdita secca di 71mila euro. Risultato, accompagnato da un amico impiegato, si è presentato allo studio dell'avvocato Roberto Polloni che col collega Vittorio Bvini di Massa, di fronte al giudice Terrusi ha vinto la causa con la banca senese. L'investitore esperto ha ottenuto un risarcimento di 56 mila euro, più rivalutazioni ed interessi. Non l'intera cifra, perchè dai 71mila euro sono stati detratti i guadagni ottenuti con le cedole che prima del default porteno gli erano state versate dalla banca nazionale gaucha. Intorno ai 15mila euro circa. La sentenza è del luglio 2009. Monte dei Paschi nonostante la condanna al pagamento davanti il Tribunale di Lucca (presidente Terrusi, giudici Mengoni e Capozzi) ha deciso di appellarsi per avere soddisfazione e soprattutto, i soldi indietro. In realtà le motivazioni della sentenza raccontano di una banca che non ha avvertito il suo (vecchio, in tutti i sensi) cliente del rischio che poteva andare incontro, visto che le agenzie internazionali - per quanto valgono - avevano già abbassato il rating sul paese di Maradona e Belen Rodriguez. Il Monte dei Paschi ha registrato solo un successo: al cavatore di Stazzema è stata respinta la richiesta di un danno non patrimoniale, ovvero di un danno morale per quanto è successo. Per il resto la sentenza di Terrusi ha respinto tutte le eccezioni dei legali dell'istituto di credito. Pesante una lunga frase: «incombeva alla banca fornire la prova di avere agito, nel momento della negozazione dei titoli con la specifica diligenza richiesta. L'onere non è stato adempiuto, nulla potendo il collegio apprezzare al riguardo, al di la di generiche assertorie affermazioni». Insomma la banca non è riuscita a fornire le prove per dimostrare che il cavatore fosse edotto di quanto stava comprando (ricordiamolo, si trattava di 100mila euro di bond argentini). Non solo, per dimostrare l'inadempienza dell'istituto, il collegio segnala che «non risultata la preventiva indicazione neppure del dato minimale inerente al rating dell'emittente, in rapporto al rischio specifico delineato dalla durata (decennale) dell'obbligazione negoziata». Ricordiamo che il pensionato di Stazzema ha acquistato i 100mila euro di bond nel 1999. Solo due anni dopo, nel dicembre del 2001, la repubblica argentina ha dichiarato default, cioè l'impossibilità di fare fronte alle obbligazioni emesse che dovevano esseree rimborsate. Il Monte è stato così costretto a pagare 56.091 euro con rivalutazione ed interessi legati a far data dal 2005 e anche al pagamento delle spese processuali. Gli avvocati Polloni e Bovini fanno presente che questa sui tango-bond è una delle tante sentenze alle quali vengono condannate la banche nella nostra zona. «Ma riguardo allo specifico delle obbligazioni argentine va ricordato - spiega Polloni che il crac è avvenuto a fine 2001, quindi si va verso la prescrizione rispetto ad una causa risarcitoria». Che certi «veleni» finanziari continuino ad angustiare i cittadini, lo conferma lo stesso Polloni, in questo caso nelle vesti di avvocato dell'Adusbef (l'associazione di consumatori specializzata nella difesa dei clienti delle banche) «In questi giorni - spiega Polloni - sono arrivati quattro utenti di alcune banche versiliesi che vogliono contestare e chiedere i danni per il famoso For you». Ma questa è un'altra storia.
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