Gioco
Carnevale dibattito aperto, la cartapesta non deve sparire
Simone Perotti
Dibattito aperto e intanto la ditta del polistirolo che lavora coi carristi fattura oggi 100mila euro
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VIAREGGIO. Volendo parafrasare una canzone dei Ricchi e Poveri, «che sarà, che sarà della cartapesta, chi lo sa».
Fondazione Carnevale e costruttori, i soggetti che hanno deciso per l'abolizione della norma che imponeva il 70% di cartapesta sui carri, hanno più volte assicurato che la carta a calco rimarrà.
Eppure c'è anche chi si mostra perplesso: già negli anni passati, infatti, alcuni carristi sono finiti nell'occhio del ciclone per aver portato sui viali a mare opere con poca cartapesta e tanto, troppo polistirolo (per la cronaca la Polistirolo Italia, ditta di Porcari, incassa ogni anno 100mila euro dai carristi viareggini).
Il confronto tra tradizionalisti ed innovatori del Carnevale continua a tener banco. Ma c'è anche qualcuno che, più semplicemente, invoca una giusta via di mezzo.
Sul giornale in edicola una pagina sul dibattito
Fondazione Carnevale e costruttori, i soggetti che hanno deciso per l'abolizione della norma che imponeva il 70% di cartapesta sui carri, hanno più volte assicurato che la carta a calco rimarrà.
Eppure c'è anche chi si mostra perplesso: già negli anni passati, infatti, alcuni carristi sono finiti nell'occhio del ciclone per aver portato sui viali a mare opere con poca cartapesta e tanto, troppo polistirolo (per la cronaca la Polistirolo Italia, ditta di Porcari, incassa ogni anno 100mila euro dai carristi viareggini).
Il confronto tra tradizionalisti ed innovatori del Carnevale continua a tener banco. Ma c'è anche qualcuno che, più semplicemente, invoca una giusta via di mezzo.
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