Il Tirreno

Versilia

Qui i tumori dilagano ma non esiste un registro su come e quanti sono

<b>OSPEDALE. </b>Malati di tumore in oncologia (Foto d&#146;archivio)
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OSPEDALE. Malati di tumore in oncologia (Foto d’archivio)

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 VIAREGGIO. Una banca dati telematica dove vengono annotati periodicamente i nuovi casi di tumore, con riferimenti dettagliati sul percorso di cura dei pazienti e gli eventuali decessi. Sempre aggiornata, disponibile con un click e utilissima quando si decide dove bisogna spendere i soldi della sanità. Bello, vero? Peccato che per ora, in Versilia come in Toscana, sia solo un sogno. «Il registro tumori non esiste ancora», ammette il direttore generale dell'Asl 12 Giancarlo Sassoli.  «Una lacuna? Sicuramente - continua Sassoli - Perché si tratta di uno strumento prezioso. Consentirebbe di avere informazioni sempre fresche e dettagliate. Da cui poi muoversi per cure e investimenti che puntino a combattere sempre meglio il cancro».  In realtà qualcosa che porta questo nome esiste. C'è, ad esempio, un Registro tumori della Regione Toscana presente sul web, sotto il nome dell'Ispo, l'Istituto di prevenzione oncologica. Quello stesso istituto che, non molto tempo fa, è finito al centro di diverse polemiche per carenze di organico e qualche problema nella nomina del direttore. Ebbene, questo registro - in teoria consultabile anche su Internet - possiede dati aggiornati soltanto sui mesoteliomi, un tipo di tumore al polmone causato dall'esposizione all'amianto. Il perché lo spiega il dottor Andrea Camerini, oncologo dell'ospedale Versilia: «Si tratta di pochi casi all'anno, non è difficile aggiornare le statistiche. Ben diverso è inserire tutte le diagnosi di tumori come polmoni, mammella e colon». Insomma: ad oggi uno strumento che sarebbe importante per valutare tutti i fenomeni (aumenti, diminuzioni, tasso di mortalità) legati ai carcinomi non c'è.  L'archivio dei tumori. In effetti il Registro dovrebbe funzionare come un gigantesco archivio. Qualcosa di simile, come volume di dati, alla gigantesca centrale che nel film "Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto" ospita tutte le informazioni sui presunti "sediziosi". Solo che in questo caso gli aspiranti rivoluzionari sarebbero i tumori. E al posto di scaffali e faldoni di documenti ci sarebbe un mouse. Già, perché visto che siamo nell'era di Internet il Registro tumori potrebbe funzionare benissimo come un'enorme banca dati elettronica, accessibile ai medici - o a tutti coloro che devono aggiornarla - tramite un programma predefinito. Ovviamente in dotazione solo a loro.  Chi fa cosa? Ancora non si sa. «Non è un'operazione semplice - spiega il dottor Camerini - si tratta di un volume di informazioni immenso. Stiamo parlando di tutti i casi diagnosticati in Toscana, con riferimenti precisi al cosiddetto follow-up (le visite di controllo, ndr) e naturalmente a tutti i miglioramenti e peggioramenti, per concludere, Dio non voglia, con l'eventuale annotazione del decesso».  Ma il problema, affermano i medici, non sembra essere quello delle "dimensioni". Dopo tutto, le banche dati telematiche di oggi sono molto evolute. Il fatto è che, nonostante ci sia l'intenzione di costituire un Registro tumori, ad oggi non si è ancora stabilito quali saranno i punti d'accesso (solo le Asl o tutti i centri di cura) e soprattutto chi dovrà inserire l'annotazione della diagnosi. Il medico di base, l'oncologo o chi per loro? E soprattutto, non è ancora chiaro come dovrà essere gestita l'informazione. In parole povere: servirà nome, cognome e codice fiscale, altrimenti si rischia di annotare la stessa diagnosi due volte. E questo pone un problema di privacy.  Dal punto di vista della gestione, invece, la faccenda è molto chiara. «È impensabile, e francamente assurdo, che ogni Asl abbia il suo registro - dice il dg Sassoli - non abbiamo il personale adeguato». Il Registro, insomma, dovrà essere coordinato dall'Istituto toscano tumori. Che è poi l'ente che coordina i reparti di oncologia degli ospedali regionali.  Non basta lo studio del S. Anna. Per ora, insomma, le statistiche vengono fornite dagli studi del Mes e dal S. Anna, che poche settimane fa abbiamo pubblicato anche noi. «È evidente che non possono bastare - dice Sassoli - Sono sicuro che la Regione si muoverà, anzi si è già mossa, in questo senso. Perché capire l'esatta dimensione di un fenomeno significa anche combatterlo meglio. Soprattutto con scelte e investimenti mirati nella nostra sanità». Soldi che, tanto per esser chiari, potrebbero migliorare l'aspettativa di vita dei cittadini.

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di Redazione web