Il Tirreno

Versilia

Carnevale. Il presidente della Fondazione Santini si dice garante della nostra tradizione

«La cartapesta non sparirà»

Simone Pierotti
Alessandro Santini presidente della Fondazione Carnevale A destra un carro
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Alessandro Santini presidente della Fondazione Carnevale A destra un carro

Ma togliendo la percentuale del 70% cade l'ultima trincea

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 VIAREGGIO. «Tranquilli, la cartapesta non sparirà. Come presidente della Fondazione Carnevale sono il custode di questa grande tradizione. E finché ci sarò io non sfilerà mai un carro realizzato interamente in vetro o in ferro».  Alessandro Santini interviene per calmare gli animi. Abolire la norma che imponeva costruzioni realizzate per il 70% in cartapesta e, per il restante 30%, con materiali alternativi non significa firmare la condanna a della carta a calco: «Era un vincolo che metteva in difficoltà la Fondazione - spiega Santini - perché era impossibile effettuare la misurazione delle percentuali. Adesso stiamo studiando una frase da inserire nel bando di concorso in modo che, senza stillare cifre rigide, la cartapesta rimanga comunque l'elemento principale dei carri».  Il solito, shakespeariano tanto rumore per nulla, secondo Santini.  «Non è una liberalizzazione indiscriminata, a briglia sciolta, ma un miglioramento. Perché, senza questo vincolo, il talento del carrista può esprimersi al massimo delle sue potenzialità. Tutto questo rientra nella naturale evoluzione delle tecniche: se si facessero i carri sempre e solo nello stesso modo, il Carnevale morirebbe. I materiali alternativi, poi, in alcuni casi hanno fatto la storia della manifestazione: il caso più eclatante era il Gatto Mao di Lazzarini del 1970, un gigantesco felino ricoperto interamente di peluche. E che dire, poi, della ballerina di Arnaldo Galli? Non era in cartapesta, eppure tutti lo ricordano, giustamente, come uno dei carri più spettacolari».  Ci sarà, comunque, un piccolo limite: «Sul bando di concorso verrà messo nero su bianco che la cartapesta è e deve essere il materiale più usato nelle costruzioni - prosegue Santini - chi vorrà ricorrere ad altro, come polistirolo o vetroresina, dovrà comunque giustificarne l'uso ed indicarlo nella relazione da presentare alla commissione bozzetti. Commissione che, al riguardo, avrà carta bianca: i suoi componenti andranno alla Cittadella, per verificare che la costruzione dei carri avvenga secondo le regole, ogni volta che lo riterranno opportuno. Se qualche carrista non rispetta il bando di concorso verrà multato prima dei corsi mascherati, non dopo che il carro ha già sfilato in Passeggiata».  Infine, un aggiornamento sulle problematiche finanziare della manifestazione: «Non conosco i tempi dell'operazione della vendita della Cittadella. Ma posso dire che stanno giungendo informazioni rassicuranti e positive: i carristi ed il consiglio d'indirizzo della Fondazione ne sono al corrente. Non ha importanza se la banca coinvolta sarà BNL o Monte dei Paschi, ciò che conta è che arrivi il denaro necessario».  A prposito di soldi: ma con il progressivo addio alla cartapesta i carristi spenderanno di più o di meno per fare i carri?

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