Sicurezza
Inceneritore del Pollino, parte l'indagine
M.T.
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PERICOLOSI? Sopra, limpianto di Falascaia A destra, una serra L'Asl mette a fuoco tumori, nascite con malformazioni e alimenti
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VIAREGGIO. L'indagine sugli eventuali danni alla salute causati dall'inceneritore del Pollino (in particolare dalla diossina e dai metalli pesanti diffusi nell'aria) si farà. La rassicurazione arriva direttamente dal direttore generale dell'Asl Giancarlo Sassoli. Che spiega: «Il progetto è in via di definizione, aspettiamo a breve il medico igienista che ha vinto la borsa di studio per partire». I risultati? Entro un anno, si spera. In realtà si tratta di tre indagini, entrambe circoscritte alla zona dell'inceneritore. Una sarà sui casi di tumore (e sui decessi) registrati. La seconda riguarderà i problemi riscontrati nelle gravidanze, a partire dagli eventuali casi di malformazione dei bambini. La terza verterà sugli alimenti, e in particolare il latte prodotto dagli ovini e il miele delle api. «Vogliamo vederci chiaro». Dopo l'articolo sull'alta mortalità da tumore in Versilia, siamo stati letteralmente invasi da lettere e richieste di intervento ai sindaci di molti lettori. La gran parte dei quali hanno abitato o abitano tutt'ora nei Comuni di Pietrasanta e Camaiore. L'indice viene puntato, tra gli altri, sulle serre agricole e in particolare sull'uso nei terreni di pesticidi, ormoni e altri elementi chimici nocivi per la salute. Ma a destare più sconcerto è, manco a dirlo, la presenza dell'inceneritore del Pollino. È vero: non esistono ancora studi scientifici in grado di determinare una correlazione chiara e netta tra la presenza di questi impianti e l'aumento di tumori. Ma l'Asl vuole comunque vederci chiaro, anche perché le spie non vanno sottovalutate. «Si tratta di un'indagine epidemiologica - spiega il dottor Stefano Pieroni del Dipartimento di prevenzione dell'Asl - che parte da presupposti indiscutibili. E cioè che il vecchio impianto di Falascaia, in funzione dal 1974 al 1988 (anche se non consecutivamente) avesse un sistema di abbattimento dei fumi molto approssimativo. Per quanto riguarda il nuovo, ci sono dei procedimenti giudiziari in corso ma è chiaro che bisogna far luce». Le indagini riguarderanno in primis i tumori diagnosticati a cittadini residenti nella zona in un arco temporale ampio, visto che comunque le neoplasie possono avere un periodo di incubazione molto lungo. La seconda, invece, punterà dritta sulle mamme che hanno avuto figli con problemi di vario genere, dalle nascite pretermine al sottopeso, fino ai casi più gravi di eventuali malformazioni. Sotto osservazione anche l'incremento dei parti gemellari. Terzo e ultimo aspetto, l'esame degli alimenti, in particolare del latte di pecora e del miele favico prodotto dalle api. Le indagini saranno condotte dal Dipartimento di prevenzione dell'Asl. Sui lavori vigilerà una comitato scientifico di garanzia coordinato dal dottor Pietro Comba, direttore del reparto di epidemiologia dell'Istituto di superiore di sanità, e che sarà composto dai medici Giuseppe Viviano (Istituto superiore di sanità), Fabrizio Bianchi (Cnr di Pisa), Andrea Corti e Alessandro Del Carlo. Serre e campi elettromagnetici. L'attenzione dell'Asl è massima anche su serre agricole e campi elettromagnetici, i cosiddetti ripetitori. A proposito dei quali il dottor Pieroni afferma: «Danni delle antenne? Certo, devono essere monitorate. Ma forse bisognerebbe stare più attenti anche ai nostri comuni telefoni cellulari».
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