Italia
Verso lo sciopero il 1º giorno di scuola
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Listituto comprensivo di Pietrasanta a sinistra il ministro della Istruzione Gelmini Insegnanti in assemblea per contestare i tagli del governo
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PIETRASANTA. Scuola pubblica statale, intesa come scuola di tutti, ma la riduzione degli organici, l'aumento del numero degli studenti nelle classi, la riduzione delle materie, il risparmio sui fondi, imposte dal ministro Brunetta, non giovano certo all'azione educativa. E anche le dichiarazioni del ministro Gelmini, «il potenziamento del tempo pieno», suonano surreali e stratte. La denuncia è degli insegnanti Giuliano Bonuccelli e Lucia Balduini degli istituti comprensivi Pietrasanta 1 e 2. «Non basterà la buona volontà degli insegnanti (nonostante la campagna diffamatoria del ministro Brunetta, dipendente pubblico = vagabondo) e l'ottimismo "imprenditoriale" di qualche dirigente scolastico a mantenere inalterata, anche a Pietrasanta e in particolare dei due istituti comprensivi - sostengono i due insegnanti - gli standard che dovrebbero contraddistinguere l'azione educativa e didattica della scuola pubblica statale, intesa come scuola di tutte e di tutti, se non ci sarà un'inversione della politica in atto». Per Bonuccelli e Balduini «Siamo di fronte ad un vero massacro a livello nazionale e locale: 26 mila posti di lavoro in meno tra gli insegnanti, 15 mila tra il persona ATA (bidelli e amministrativi) previsti per l'anno scolastico iniziato, il più grande licenziamento della storia italiana; 141 posti di insegnamento tagliati tra elementari, medie e superiori nella provincia di Lucca, senza considerare i tagli ai bidelli ed agli amministrativi denunciati in questi giorni. Migliaia di precari che occupavano posti reali, non virtuali, cancellati dal mondo del lavoro». Come esempio, «nell'Istituto comprensivo Pietrasanta 1 diversi insegnanti finora occupati in questo modello scolastico, dovranno svolgere parte della loro attività professionale nella scuola "Pascoli" per sopperire alla deficienza di organico, e questo non è solo un sovraccarico di lavoro per le insegnanti, ma influirà pesantemente sulla didattica con danno del diritto dei bambini e delle bambine a ricevere un'istruzione la migliore possibile, tenendo conto che, nonostante la dichiarata figura della maestra unica, si alterneranno sulle classi fino ad 8/9 docenti, creando una situazione "spezzatino", di cui risentiranno gli alunni che vivono situazioni di disagio o disabilità». La logica della manovra è chiara: risparmio (8 miliardi di euro in 3 anni) «in nome di una crisi che non sono tutti a pagare in egual modo, bensì peserà sulle spalle delle classi meno abbienti e della classe "media", ed il processo di privatizzazione della scuola che va ad unirsi a quello dei servizi essenziali quali l'acqua, i trasporti, la sanità». Per i due insegnanti, genitori, studenti, cittadinanza devono aver presente che «lo smantellamento della scuola pubblica porterà ad un degrado culturale collettivo dell'intera società, perché la riduzione delle ore di alcune materie di studio alle superiori, l'innalzamento del numero degli alunni per classe, l'annullamento dei corsi serali, la scomparsa delle poche ore di compresenza alle elementari utili per il recupero dei bambini e delle bambine in difficoltà e per le attività laboratoriali, l'assenza dei supplenti che si è registrata negli istituti comprensivi Pietrasanta 1 e 2 e nelle scuole superiori locali e che ha provocato spesso lo smistamento illegale degli alunni nelle varie classi, la scarsità dei finanziamenti per l'ordinaria amministrazione, sono tutti aspetti che incideranno, come hanno già inciso del resto nella didattica quotidiana».
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