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Versilia

La crisi tocca anche Finedil

<b>COLOSSO DEL MATTONE.</b> La sede della Finedil nel complesso degli ex hangar
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COLOSSO DEL MATTONE. La sede della Finedil nel complesso degli ex hangar

Meno vendite, ricavi e utili in calo per l'azienda di Lazzarini

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 VIAREGGIO. Doveva succedere ed è successo. Il vento della crisi ha colpito anche il mattone, settore trainante degli ultimi 10 anni in Versilia. E non ha risparmiato la società simbolo, la Finedil di Cesare Lazzarini: che, pur avendo spalle solide, ha dovuto fare i conti con una diminuzione drastica dei ricavi.  La situazione è certificata dal bilancio chiuso al 31 dicembre dello scorso anno. Il dato che più impressione è senz'altro il calo dei ricavi da vendita, passato da 13,49 milioni nel 2008 a 5,58 nel 2009. Un decremento definito «rilevante» che viene analizzato (nella relazione sulla gestione) secondo due direttrici: da una parte la decisione da parte degli acquirenti di rimandare al 2010 gli atti definitivi. Dall'altra, la difficoltà di registrare con un atto pubblico le nuove "promesse di vendita" del quarto trimestre, a causa dell'iter per il frazionamento delle quote di mutuo.  Insomma, la richiesta se non congelata, è stata differita nel tempo. Alla fine dei conti, le vendite 2009 hanno riguardato alcune unità negli edifici ex hangar e il "La Palma" in via Leonardo Da Vinci.  Anche se si riconosce che la crisi non ha toccato più di tanti gli immobili di pregio, va notato che insieme ai ricavi sono precipitati anche i costi: da 6 milioni e rotti a 3 milioni e otto. In particolare, calano i costi per servizi, cioè gli oneri per i contratti di appalto. Una contrazione «riconducibile alla progressiva ultimazione dei lavori di costruzione sulle iniziative in corso di valorizzazione». E, al contempo, a una contrazione nei nuovi progetti: anche questo, un segno di un mercato alla finestra, anche se le previsioni del cda per l'anno in corso sono di un progressivo rilancio.  Alla fine il 2009 si è chiuso per Finedil con un utile di esercizio di 1.105.008 euro, quasi un milione in meno rispetto all'anno prima. Un risultato giudicato «ampiamente soddisfacente sotto il profilo della crescita, della redditività e della solidità patrimoniale e finanziaria».  Stabile è rimasto anche il valore dell'esposizione nei confronti delle banche che si attesta sui 32 milioni di euro. E - a proposito della situazione finanziaria - Finedil ha in corso tre prestiti obbligazionari dal valore complessivo di 4 milioni di euro. La tranche più vecchia, risalente al 2001 e che vale 1.040.000 euro andrà in scadenza alla fine del 2010. L.C.

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