Il Tirreno

Versilia

IL CASO

«Via le sdraio, ci danneggiano»

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 LIDO. In una pubblicità di qualche anno fa un gondoliere si chiedeva chi gli avesse asciugato il canale lasciandolo a secco sulla sua gondola a Venezia. Più o meno allo stesso modo oggi il gestore di un bar sul lungomare si chiede chi gli ha portato via ombrelloni e sdraio lasciandolo a vendere panini e bibite a turisti inesistenti. Protagonisti della diatriba i gestori del bar sulla spiaggia Fabrizio e Simone Ferretti da un parte e il proprietario dello stabilimento "Marisa" Carlo Ricci dall'altra. Sono i primi a contattarci.  «Da qualche giorno - denunciano - hanno cominciato a smobilitare il bagno. Hanno portato via le sdraio, hanno cominciato a lavare gli ombrelloni, hanno smontato le tende. Il tutto mentre in spiaggia c'è ancora gente, che è infastidita dal via vai di attrezzature e vorrebbe godersi la vacanza». La famiglia Ferretti è originaria di Larciano (Pistoia) ed è alla prima esperienza nella gestione di un bar di uno stabilimento. «Abbiamo pagato per un affitto dal primo maggio al 31 dicembre. Ma non possono smontare tutto e cacciare quei pochi turisti che ci sono in questo modo. Per giunta accatastano tutte le sdraio in mezzo allo stabilimento, creando ulteriore disagio». Minacciano di ricorrere per vie legali «per chiedere i danni, perché in questo modo anziché guadagnare ci abbiamo rimesso di tasca nostra. Quanto paghiamo di affitto? Lo diremo alla Procura».  Decisamente più rilassato il signor Ricci che da 30 anni gestisce il bagno Marisa. «E' la seconda settimana di settembre - sottolinea - e come facciamo tutti gli anni io e i miei colleghi balneari togliamo alcuni ombrelloni. Non tutti: solo le file più vicine alla struttura, per lasciare spazio per i bambini, e quelle più vicine alla battigia, per evitare che una mareggiata o una libecciata danneggino ombrelloni e sdraio».  Ricci rimane sereno anche alle minacce di denuncia della famiglia Ferretti. Ci mostra il contratto e capiamo il perché. C'è scritto chiaramente che l'attività di ristorazione deve essere garantita dal primo maggio al 30 settembre. Ma che la scelta di chiudere o lasciare aperta la struttura balneare è «a completa discrezione della direzione». M.P.

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