Il dolore
Supermulte a 4 ristoranti sul mare
Marco Pomella
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Un menu in Passeggiata di un ristorante sul mare Verbali da 5mila euro: ai tavoli non c'erano i clienti del bagno
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LIDO. Cene in grande stile, tavole imbandite con primi allo scoglio, vassoi di catalana e fiumi di vino. Per una settantina di commensali. Il tutto però senza un solo cliente dello stabilimento. Questa è la "concorrenza sleale" di cui si sono lamentati per tutta l'estate Confesercenti e i ristoranti. Un caso limite di quei bar legati ai bagni che lavorano come se fossero ristoranti. In barba ai regolamenti, secondo le categorie dei commercianti. Sono stati quattro, sui sei controllati, gli stabilimenti ad essere incappati in una salata multa. Cinque mila euro ciascuno, ventimila euro in tutto. Frutto di controlli mirati (e in qualche modo obbligati dopo le dure prese di posizione delle categorie dei commercianti) da parte della polizia municipale di Camaiore. Il problema è quello dei bar e punti ristoro aperti sulla spiaggia in concessione agli stabilimenti. Da regolamento queste attività (paragonabili ad un bar all'interno di un campo sportivo) possono somministrare cibi e bevande solo ai clienti (o comunque fruitori) della struttura principale, ossia in questo caso degli stabilimenti balneari. Effettuare una verifica della regolarità in pieno giorno, con il via vai dalla spiaggia, era pressoché impossibile. Ecco perché gli agenti guidati dal comandante Carlo Palmerini hanno incentrato i controlli nelle ore serali, dopo le 20, quando lo stabilimento balneare era chiuso. E rigorosamente in abiti borghesi. A sorpresa (ma neanche tanto) sono state 4 sulle 6 attività controllate a non essere in regola. Tutti e quattro avevano preparato piatti al di fuori delle loro competenze. Ma soprattutto ospitavano tanti avventori esterni che nulla avevano a che fare con gli stabilimenti. «Alcuni - ci dice il capitano Claudio Barsuglia - erano a mangiare come ad un qualsiasi ristorante, attirati dalla pubblicità su qualche giornale o dal passaparola di amici. Altri non avevano neanche idea di come si chiamasse il bagno». La differenza tra un bar sulla spiaggia e un ristorante a tutti gli effetti non è solo formale. Ma anche di sostanza e soldoni. Un ristorante (e in genere un'attività commerciale che rientra tra quelle programmate dall'amministrazione) ha obblighi ben precisi da rispettare: dalle norme di sicurezza alla presenza di standard come aria condizionata, menu in tre lingue, arredi adeguati. Vincoli che non hanno invece quelle attività secondarie, legate cioè solo alla clientela dello stabilimento balneare. Aprire un ristorante ha insomma costi più elevati. Per non parlare poi delle spese necessarie per tenerlo aperto per tutto l'anno, e non solo nella stagione estiva. I controlli della municipale hanno anche riguardato la pubblicità dei prezzi dei bar dei bagni: la corrispondenza tra quello esposto e quello applicato. Venti i bagni controllati, nessuna difformità rilevata.
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