Il Tirreno

Versilia

«Niente commerciale in quelle aree»

Le associazioni di categoria sul futuro di Bocchette e Incaba

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 CAMAIORE. Preferisce non parlare l'assessore al commercio Riccardo Micheli, parlano e volentieri invece Roberto Palmerini, presidente dell'Ascom di Lido, il delegato per Camaiore Alessandro Tabarrani e il presidente del centro commercaiale naturale Camaiore Roberto Lari. Parlano per rispondere e chiarire alcuni aspetti della lettera aperta della signora Carmen Perrotta. Perrotta è una imprenditrice che vorrebbe aprire un discount nell'area di Incaba ma il permesso le è stato negato.  «Uno degli argomenti caldi della campagna elettorale fu proprio il futuro urbanistico della zona "Incaba" e della zona delle "Bocchette", zone strategiche per gli equilibri commerciali del Comune. Incaba, la sua posizione alle porte del centro storico gli permette di intercettare tutti i flussi del traffico in arrivo dal mare, gli ampi parcheggi, la dimensione degli edifici esistenti costituirebbero in caso di un'evoluzione commerciale un serio pericolo per tutto il tessuto commerciale del centro storico. Zona Bocchette. Al centro della Versilia, servita da una eccellente rete di collegamento stradale che la rende accessibile dai flussi di traffico locali e nazionali e i grandi volumi edificati ne fanno un ambito punto per lo sviluppo di grandi superfici di vendita.. L'attuale sindaco fu il primo che accolse le nostre richieste siglando un accordo nel quale due furono i punti salienti: No a nuovi insediamenti di grande distribuzione sul territorio comunale. No a trasformazioni urbanistiche delle zone Incaba e Bocchette. Impegno che il sindaco Bertola ha sempre mantenuto».  Nel ricostruire parte della sua vicenda la signora Perrotta ha scritto che "L'assessore disse che si sarebbe recato all'Ascom di Lucca con l'intento di modificare la convinzione dei commercianti locali".  «Noi crediamo - dicono Palmerini, Tabarrani e Lari - che la signora abbia frainteso le parole dell'assessore che essendo stato per anni presidente lidese dei commercianti sapeva bene che gli indirizzi, le scelte operative si decidono in loco nelle assemblee dei commercianti. Difficilmente l'Ascom Lucca o Roma che sia, possono in qualche modo, influire o addirittura modificare le scelte locali. Bisogna aggiungere che le varianti urbanistiche hanno un iter stabilito dalle leggi vigenti, le quali non prevedono sicuramente un viaggio a Lucca dell'assessore. Una cosa ci sentiamo di confermare che l'assessore Micheli è uno dei sindaci revisori dell'Ascom provinciale e il suo compito è quello di controllare il buon andamento economico dell'associazione. Da buon politico sa benissimo che ciò non gli permette di interferire sulle politiche portate avanti dai rappresentanti sindacali».

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