Sicurezza
Sos tumori. Lappello di una donna: sindaci, è ora di dire basta
Le serre sotto accusa
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TERRENI. Coltivazione agricola (Foto darchivio) «Pesticidi e ormoni, minaccia per la salute»
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VIAREGGIO. «Mi rivolgo a tutti i sindaci della Versilia, in particolare al sindaco Lombardi per l'inceneritore ed a quello di Camaiore per i coltivatori in quanto secondo me bisogna fare qualcosa». L'appello è di Rosanna Orsi, residente a Viareggio ma - come dice lei «nata e cresciuta al Pollino». La signora Orsi ha letto come tanti altri la nostra inchiesta sui tumori ed è preoccupata. Soprattutto per la presenza dei pesticidi che abbondano nelle serre. «Non si può coltivare in continuazione in 100 metri quadri di terreno - scrive - il terreno va fatto riposare e così non ha bisogno di ormoni o di veleni che poi vengono ingeriti da tutti noi tutti i giorni. Quando Veronesi ci invita a mangiare molta verdura, non parla però dei pesticidi. La carne poi è doppiamente pericolosa perché il bestiame viene nutrito con mangimi e erbe contenenti pesticidi, più massicce dosi di ormoni». «Anche gli altri Sindaci sono senz'altro sensibili al problema inquinamento - afferma Rosanna Orsi - Se le decisioni vengono prese dalle Province, i nostri Sindaci devono ribellarsi. Se i tumori aumentano, un motivo grave c'è: oltre alle polveri sottili, ai pesticidi in agricoltura, abbiamo la diossina che a piccole dosi giornaliere in pochi anni porta al cancro. Fate una piccola indagine nella zona del Pollino negli ultimi 20-30 anni e vedrete che non c'è una sola famiglia che non abbia avuto morti per tumore a ritmo crescente, oltre ad un'elevata incidenza di malattie cardiache». A questo proposito Rosanna Orsi cita uno studio epidemiologico «pubblicato recentemente in Francia, che riguarda l'insorgenza di malformazioni al tratto urinario in bambini di madri esposte, prima del concepimento o nei primi mesi della gravidanza, ad emissioni di impianti di incenerimento rifiuti. Sono stati identificati ben 304 casi di tali malformazioni diagnosticate nel periodo 2001-2003 nel Sud-Est della Francia in una zona dove sono attivi 21 inceneritori e si è evidenziato che entro 10 chilometri dalle fonti e in base all'esposizione a diossine calcolate su un modello di ricaduta, il rischio di insorgenza di malformazioni risulta da tre a sei volte il normale». «La mia speranza è che, leggendo questa lettera, tutti i cittadini della Versilia si sensibilizzino al problema, non stiano zitti e non lascino che i nostri capi ci facciamo respirare e mangiare quello che loro vogliono».
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