Il Tirreno

Versilia

Crollano le nascite all'ospedale

Matteo Tuccini
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BEBÈ. Due ostetriche assistono un neonato (Foto d’archivio)

In un anno si registra il -25%. Aumentano in proporzione i parti cesarei

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 VIAREGGIO. Crollano le nascite all'ospedale Versilia. Il raffronto tra il 2008 e il 2009, gli ultimi dati disponibili, sono impietosi: da 1.617 parti si è passati a 1.283. Un calo del 25%. Resta, invece, più o meno stabile il numero dei cesarei: dai 438 del 2008 si passa ai 397 del 2009.  Non serve essere un matematico di professione per capire che un dato simile significa una cosa sola: la pratica del taglio cesareo è in aumento. Prima veniva usata una volta su quattro, ora una volta su tre.  Queste linee di tendenza (diminuzione dei parti e incremento in proporzione dei cesarei) sembrano venir confermate anche nelle statistiche del 2010.  «Ce l'aspettavamo». Il direttore generale dell'Asl 12 Versilia Giancarlo Sassoli si dichiara «non sorpreso da questi dati». Colpa, dice lui, della preoccupazione diffusasi dopo i tre neonati morti in poche settimane nell'ottobre 2008.  «Sappiamo - afferma Sassoli - che quanto accaduto non poteva non avere ripercussioni negative sull'anno successivo in termini di nascite. Ci aspettavamo una riduzione dei parti, così come sapevamo che non sarebbe bastato un anno per invertire la tendenza. Non tanto per quanto riguarda i versiliesi, ma per chi fino a pochi mesi prima arrivava da Lucca, Pisa e Massa per partorire a Lido».  È vero, però, che sempre più versiliesi scelgono l'Opa di Massa per far nascere i loro figli. Non a caso sembra che anche nel 2010 i parti stiano calando ulteriormente. «Abbiamo avviato un lavoro di revisione delle procedure - dice Sassoli - dopo quegli episodi c'è stata una ridefinizione dei protocolli. C'è bisogno di ancora un po' di tempo perché finisca l'impatto negativo del 2008 e si torni ai numeri di prima».  Le procedure. Proprio quelle procedure, però, vengono definite un po' troppo rigide dall'ex primario di ostetricia e ginecologia del Versilia, il dottor Alvaro Marchetti, oggi impegnato nella professione come privato. «Fermo restando il massimo rispetto per chi lavora in quell'ospedale - dice - e valutando che quanto successo nel 2008 è sicuramente un aspetto da considerare, penso che una riduzione dei parti possa spiegarsi anche con un irrigidimento dei protocolli, avvenuto appunto dopo i tre bambini deceduti. Mi spiego: la possibilità di farsi assistere dal proprio ginecologo e dalla propria ostetrica durante il parto è importante per una futura mamma, perché magari si sente più tranquilla. Al Versilia questa possibilità si è ridotta, per non dire azzerata, limitando l'accesso in sala parto al medico di turno».  Il dg Sassoli, però, smentisce questa interpretazione. «L'irrigidimento dei protocolli è dovuto a una scelta precisa - dice - e cioè alla necessità di garantire la paziente da qualsiasi problema o contrattempo. Inoltre, si dà il caso che l'ostetrica che ha seguito la puerpera possa tranquillamente assistere al lieto evento».  

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