Attenzione
«Cassa integrazione impossibile»
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A destra, il termovalorizzatore di Falascaia A sinistra la sala controllo dellimpianto e al centro la visita dellex assessore regionale Rita Bramerini insieme agli amministratori locali La segretaria della Cgil Rosanna Rosi dopo i contatti con l'Inps
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PIETRASANTA. Niente cassa integrazione per i 20 lavoratori, operai e impiegati, dell'inceneritore di Falascaia fermo per il sequestro della magistratura riguardo gli sversamenti nel torrente Baccatoio. Lo sostiene Rosanna Rosi, segretaria generale provinciale della Cgil, che ha sentito al riguardo l'Inps. Un elemento drammatico in più in una vicenda dai toni infuocati. In questi giorni è successo di tutto. Veolia che comunica la messa in mobilità dei lavoratori (licenziamento dopo 80 giorni) perchè «non possono essere collocati altrove»; i sindacati aziendali che accusano la politica, in particolare la Provincia, di non essersi mossa con chiarezza sulle autorizzazioni; politici e parte del sindacato (l'ex segretario versiliese Andrea Antonioli) che replicano per le rime e ricordano (in soldoni) che la salute dei cittadini viene prima di tutto e non si possono usare i lavoratori come ariete e arma di ricatto; due responsabili aziendali che danno del traditore (e a seguire altre accuse di ogni genere) ad Antonioli; Antonioli che minaccia querele e chiede che la Cgil si schieri. Ed eccoci, ora, a Rosanna Rosi che prova a far chiarezza. E che parte, appunto, dalla paura reale di perdere il lavoro per giustificare prese di posizione radicali. «E' altrettanto evidente che nel comunicato a firma Rsa Cgil ci sono anche affermazioni gratuite e non corrette riferite alle istituzioni del territorio- dice Rosi - Noi non ne condividiamo i toni ma nessuno, nemmeno i lavoratori esasperati, ha mai messo in discussione la tutela dell'ambiente e della salute tant'è che hanno dichiarato più volte che se l'impianto non può essere messo in sicurezza deve essere chiuso. Posizione questa che è di tutta la Cgil da sempre. E' anche vero che l'impianto di Falascaia è in essere per volontà politica e non per altre ragioni per cui oggi la politica deve assumersi le responsabilità dell'attuale situazione. Ribadiamo pertanto la necessità di un piano provinciale dei rifiuti condiviso e che garantisca buona occupazione e sicurezza ambientale». Rosi sollecita decisioni. «E' del tutto fattibile mettere insieme le sacrosante esigenze dei lavoratori con la tutela della salute dei cittadini e sviluppo di un'economia ambientalmente sostenibile anche nella nostra Provincia. Ribadiamo la necessità di un tavolo in cui in modo trasparente ognuno assuma le proprie responsabilità. Provincia, Comuni, Azienda e parti sociali hanno il dovere di condividere una proposta che in tempi certi dia risposte alla grave situazione ormai creatasi. I lavoratori hanno bisogno di risposte, i cittadini hanno diritto a vivere in un ambiente sano. Le istituzioni ci convochino. Insieme potremmo mettere a frutto gli strumenti normativi che già ci sono». E il caso Antonioli? «Sicuramente è la condizione di precarietà dei lavoratori ad ispirare l'uscita sulla stampa. Ne siamo consapevoli, ed è per questo che vogliamo trovare soluzioni piuttosto che alimentare polemiche».
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