Attenzione
A scuola arriva il super preside
Simone Pierotti
Direzioni accorpate, dal liceo all'asilo. Come vuole la riforma
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VIAREGGIO. Doppia reggenza che si traduce in doppi consigli d'istituto, doppi docenti, doppi colloqui con i genitori. Problemi doppi. Ma lo stipendio, no, quello aumenta al massimo di 800 euro (lordi) al mese. E soprattutto un preoccupante taglio del personale. È lo scenario della riforma Gelmini per tutti quei presidi precettati dalle direzioni scolastiche regionali per andare a dirigere anche un secondo istituto. In Versilia sono sette i "fortunati" che hanno ricevuto l'incarico (quelli che non figurano nell'intervista sono Annalisa Misuri, Istituto comprensivo via Lenci e Torre del Lago, Luca Ceccotti, da Massarosa2 e Darsena e Antonella Baffetti da Camaiore 1 all'Istituto professionale Marconi). E tutti lamentano gli stessi problemi. Uno dei casi più complicati è quello di Filomena La Pietra, preside allo Scientifico "Michelangelo" di Forte, che passerà a dirigere anche l'Istituto comprensivo di Camaiore2, a Lido: «Conosco bene l'istituto di Lido, dove sono già stata - commenta La Pietra - e certamente si tratta di tre scuole profondamente diverse per orari, esigenze e provenienza degli insegnanti». Il vero problema è la mancanza di personale: «Nei primi giorni c'è molto fermento al liceo, ci sono studenti che devono saldare i debiti formativi. Eppure mi ritrovo senza personale di segreteria e con appena due bidelli». E poi ecco l'assurdo: un'annata si ritrova con una classe in meno e alcuni docenti hanno mantenuto il loro posto di lavoro, pur non svolgendo l'insegnamento in aula. E allora perché tagliare le classi? Cambia poco per Maurizio Tartarini, dirigente dell'istituto comprensivo di Seravezza, nel passare alla reggenza anche di quello di Pietrasanta 2: «Da una parte ho undici plessi e 900 alunni, dall'altra otto plessi e 850 alunni: i numeri sono quelli». Ma nel breve tragitto in auto tra le due città della Versilia storica si porterà dietro tutta una serie di difficoltà: «Alle elementari di Seravezza abbiamo otto alunni diversamente abili, tra cui tre casi gravi, e sono appena tre le insegnanti di sostegno a disposizione. A Pietrasanta va leggermente meglio, ne abbiamo uno ogni due ragazzi». Ancora più grave la situazione per gli insegnanti di lingua inglese («Siamo al telefono, mi eviti il turpiloquio») e dei fondi per la gestione ordinaria («In dieci anni sono diminuiti dell'85%: per cancelleria, carta igienica e fotocopie dobbiamo rivolgerci alle banche, alle famiglie e alle istituzioni locali»). Strada in salita anche per Gioi Franco Pinna: se già prima non era un gioco da ragazzi gestire il Chini di Lido, che comprende al suo interno socio-psico-pedagogico, scienze sociali e linguistico, oggi la transizione dello Stagi di Pietrasanta da Istituto d'arte a liceo artistico rende tutto ancor più complicato. Ed anche lui lamenta le stesse mancanze: «Rispetto ad una sentenza della Corte costituzionale siamo inadempienti sulle insegnanti di sostegno. Al Chini, poi, mi manca il personale ausiliario. E pensi che ci è pure stata riconosciuta un'unità in più rispetto al previsto...». Primetta Bertolozzi si ritroverà a gestire contemporaneamente quasi 2mila alunni, quelli degli Istituti comprensivi di Massarosa2 e «Marco Polo-Viani» di Viareggio: «Avrò un maggior carico di lavoro, io come i miei collaboratori,e dovrò delegare ai vicepresidi. Così si perderà quella che, per me, è una priorità: la presenza costante nel singolo istituto, il rapporto diretto con personale e genitori».
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