Proteste
Il caso. I soldi del Governo non sono ancora disponibili: lo denuncia il commissario Enrico Rossi
Dieci milioni da dividere per 45
Donatella Francesconi
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Daniela Rombi, presidente dellassociazione Il mondo che vorrei Legge-Viareggio, cifre e aventi diritto nella relazione del ministero delle finanze
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VIAREGGIO. Primo: i dieci milioni del Governo ancora non ci sono. Secondo: decidere come distribuirli non sarà una passeggiata. Terzo: in tanti, anche parenti di chi ha perso la vita nel disastro ferroviario, sono esclusi dall'"una tantum" stabilita dalle legge Viareggio. Alla vigilia dell'appuntamento fissato per domattina tra i tecnici di Regione e Comune, il quadro si fa più chiaro. Anche grazie alla relazione tecnica del ministero dell'economia datata 23 giugno di quest'anno. Resa nota ieri dall'associazione "Il mondo che vorrei", fissa alcuni "paletti". A cominciare dai numeri: della cifra stanziata dal Governo, e non ancora disponibile - come ricorda il commissario straordinario per la ricostruzione, Enrico Rossi - la "fetta" più grossa, calcolata in 6 milioni e 400mila euro, è destinata a chi ha perso nella tragedia i propri cari. Trentadue morti, fissa la relazione. E 13 feriti gravi o gravissimi, «sulla base dei dati forniti dalla Asl». Il numero delle vittime e dei feriti - ribadisce la relazione a firma del Ragioniere capo dello Stato - «risulta un dato storico acquisito che non appare suscettibile di modifiche». Ai 13 feriti la relazione destina 3 milioni e 600mila euro, raccomandando: «Il sindaco di Viareggio dovrà, una volta determinati gli importi delle elargizioni da assegnare a ciascuna famiglia delle vittime, quantificare le somme spettanti ai singoli feriti, in modo da contenere la spesa totale entro il tetto citato». Dieci milioni da dividere per 45 persone. Il testo reso noto ieri dall'associazione presieduta da Daniela Rombi parla chiaro: chi ha subito danni psicologici dovrà attendere il processo per vedersi riconoscere o meno un indennizzo. I dieci milioni sono per le famiglie distrutte, per chi non lavorerà mai più a causa delle ferite riportate, per una quotidianità che non può attendere i tempi della giustizia. Emblematiche le parole di una delle persone simbolo della tragedia e di questa battaglia: «I soldi andranno a Marco e a Leonardo - spiega determinato Andrea Maccioni, cognato di Marco Piagentini -. Perché è lui che deve pensare alla vita che continua: la sua e quella del suo bambino». Eppure Andrea ha perso nella strage la sorella Stefania ed i nipoti Lorenzo e Luca: «Questo è lo spirito della legge-Viareggio. Sostenere la famiglia diretta di chi ha perso la vita. E chi sulla carne viva le ferite di quella notte». Al tavolo istituzionale, l'ipotesi più forte oggi è quella di seguire passo dopo passo quanto disposto dalla legge. Dopo la repentina marcia indietro sull'ipotesi del bando aperto a tutta la città avanzata dal Comune nei giorni scorsi: «Me ne ha parlato la capo di gabinetto del sindaco, Sabrina Squitieri», spiega in conferenza stampa Daniela Rombi confermando quanto scritto dal "Tirreno". Bando pubblico che avrebbe raccolto anche le domande di chi può dimostrare di aver subito danni psicologici, così come quelle dei parenti delle vittime esclusi dall'elargizione in base ai parametri fissati per legge. «La verità - conclude amareggiata Daniela Rombi - è che non dovremmo essere qui a parlare di questo. C'è una legge e ci sono le istituzioni che la devono applicare, al più presto, e nell'interesse di coloro cui la somma è destinata. Sapendo che non c'è più tempo, che ci sono famiglie in difficoltà vera». Abbiamo a lungo cercato, invano, il sindaco Lunardini per capire cosa potrà accadere nell'incontro di domani. Alle questioni sollevate ha risposto invece il commissario per la ricostruzione, Enrico Rossi: «Mi auguro che il tavolo tecnico che si va a riunire sia in grado di formulare una prima convincente proposta che esamineremo e sottoporremo agli interessati, dei quali abbiamo ascoltato i pareri e le argomentazioni. Certo, anche se avessimo già stabilito i criteri di ripartizione, non potremmo assegnare i fondi. Contiamo però che arrivino a breve, avendone più volte sollecitato l'invio. Nel frattempo invito ciascuno a proseguire con compostezza e con pazienza, come del resto è stato fatto fin qui, nell'impegno per la ricostruzione e alla ricerca di verità, sicurezza e giustizia».
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