Il dolore
Falascaia divide il sindacato
"Cgil che vogliamo": no all'impianto
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PIETRASANTA. Il comunicato dei sindacati su Falascaia è «miope, perché rischia di tutelare più gli interessi dell'azienda che quello dei lavoratori». A esprimersi così è l'area "La Cgil che vogliamo", che ha come referente l'ex segretario versiliese Andrea Antonioli. «I ricatti occupazionali delle imprese vanno rispediti al mittente - argomente una nota -: così come ci battiamo per la salute e la sicurezza dentro i luoghi di lavoro, e non accettiamo lo scambio tra salute e occupazione». La Cgil, si ricorda, «ha sempre avuto una posizione contraria all'impianto di incenerimento, ed ha condiviso da molti anni le battaglie delle popolazioni e dei comitati e di alcuni consigli di fabbrica, anche dopo l'aggressine poliziesca della fine degli anni 90 nei confronti di una manifestazione pacifica e non violenta di centinaia di cittadini. Di fronte a chiare e gravissime responsabilità di Tev nell inquinamento e nell'avvelenamento del territorio occorrono risposte radicalmente diverse». E ancora: «Di fronte all'attacco di Veolia bisogna chidere solidarietà ai cittadini e alle istituzioni per la salvaguardia dei posti di lavoro, restando inflessibili sul rispetto delle regole che tutelano la salute pubblica, puntando invece, come la Cgil sostiene dal 2004 a costruire un diverso ciclo dei rifiuti, nel quale trovare le risposte occupazionali, come del resto qualche amministratore già ipotizza. Ribadiamo, perciò, la volontà di fare chiarezza e di aprire una battaglia più avanzata e un confronto dentro le istituzioni, e a questo punto, anche dentro il sindacato, per affermare la priorità di un progetto finalizzato alla riconversione occupazionale dei lavoratori».
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