Sicurezza
Quando la paziente difende il suo medico
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OSPEDALE. Lingresso del Versilia Esposto a favore dell'oncologo Puccinelli: «Emarginato dal suo reparto»
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VIAREGGIO. Quando si dice che tra medico e paziente non c'è più feeling, che c'è troppa freddezza, forse lo si afferma perché alle spalle abbiamo avuto un'esperienza brutta. Così non deve essere andata per una signora di una certa età, che ha presentato al Tribunale del malato dell'ospedale Versilia un esposto molto particolare. Non in difesa di se stessa o di un parente che ha subito un torto, ma in difesa di un medico: il suo. Si tratta dell'oncologo Paolo Puccinelli. Un medico stimato e apprezzato dai suoi pazienti. Il classico dottore che smentisce quello che diceva Nanni Moretti a proposito dei medici in "Caro diario", e cioè che i dottori sanno parlare ma non sanno ascoltare. Puccinelli, a detta dei pazienti, sa ascoltare e bene. E non solo. È uno che riesce a salvare un ragazzo di 15 anni dall'annegamento in una piscina (è successo un mese fa al Principe di Piemonte), e poi si schernisce: «Non importa chi l'ha fatto, l'importante è che sia vivo». La signora, dicevamo, è arrabbiata. Nell'esposto racconta che il medico è stato emarginato dal reparto dove lavora, quello di oncologia. Che lo hanno confinato in una stanzetta piccola, senza neppure mettere la targhetta con il suo nome. E lei che lo vede spesso ne soffre. Ritiene che non sia giusto trattare così un professionista di alto livello ma soprattutto un amico dei pazienti. Non sa spiegarsi se quanto accade sia frutto di una scelta precisa, oppure sia avvenuto senza malizia.
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