La manifestazione
Dall'airbag spunta un chilo di cocaina
Cla.Ve.
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Lairbag della Golf dove era stata nascosta la cocaina Corriere tunisino arrestato al casello di Viareggio
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VIAREGGIO. Aveva nascosto poco meno di un chilo di cocaina purissima nel vano dell'airbag della sua auto. Ma durante un normale controllo ad un posto di blocco gli agenti della Polizia stradale di Viareggio hanno scoperto il nascondiglio e per Mohamed Djebi, trentotto anni, originario di Tunisi ma residente a Garbagnate Milanese, è scattato l'arresto per detenzione e traffico di sostanze stupefacenti. La scoperta è avvenuta nel pomeriggio di mercoledì, quando una pattuglia della polizia stradale ha notato una Golf con a bordo un nordafricano che stava viaggiando a velocità ridotta lungo il tratto versiliese della Genova-Rosignano. Notando poi un atteggiamento sospetto alla vista della macchina di servizio, gli agenti hanno deciso di fermare la vettura per un controllo subito dopo l'uscita per il casello di Viareggio. Ad un primo esame, tutto sembrava in ordine. Quando però - via radio - hanno comunicato il nome del conducente dell'auto alla sala di controllo e sono spuntati una serie di precedenti, i poliziotti hanno deciso di approfondire la perquisizione. E dal vano dell'airbag del passeggero di fianco al guidatore è spuntato un panetto avvolto nel cellophane contenente 920 grammi di cocaina purissima, per un valore commerciale di circa trecentomila euro. Nei confronti del corriere tunisino è così scattato l'arresto per detenzione e traffico di sostanze stupefacenti, mentre l'importante quantitativo di droga è stato posto sotto sequestro insieme a due telefoni cellulari dall'esame dei quali gli inquirenti si attendono possibili sviluppi sull'inchiesta. Ricostruito che l'uomo era entrato al casello di Milano ma non sapendo dove fosse diretto, i poliziotti della stradale hanno effettuato anche una perquisizione nella sua abitazione di Garbagnate Milanese, nella periferia nord di Milano, che però non ha dato esito. Ieri mattina il tunisino è stato sottoposto alla direttissima, ma l'avvocato difensore ha chiesto (e ottenuto) i termini a difesa per cui il processo è stato rinviato al prossimo 6 ottobre. Nel frattempo, però, resterà chiuso nel carcere di San Giorgio a Lucca.
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