Attenzione
Ci sono più tumori della pelle
Matteo Tuccini
«Abuso di lampade e scarsa protezione dal sole»
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VIAREGGIO. I tumori della pelle, carcinomi ma soprattutto melanomi, sono aumentati nell'ultimo anno. Anche se, per ora, la mortalità rimane costante. Ad affermarlo è il dottor Franco Marsili, direttore dell'unità di dermatologia dell'ospedale Versilia. «L'incremento di casi registrati - afferma il dottor Marsili - può spiegarsi solo in parte con un miglioramento delle capacità diagnostiche». In poche parole, il fatto che oggi si riescono a individuare meglio i melanomi può giustificare una crescita di un'unità o due, non certo di almeno una decina. Come avviene nel raffronto tra il 2009 e il 2010. E allora come si giustifica questo aumento? In buona parte con la scarsa cura che riserviamo alla nostra pelle. In particolar modo, quando si tratta di esporla ai raggi solari o ai raggi delle lampade abbronzanti. Queste ultime hanno un potenziale devastante, tanto che la dottoressa Marina Cadoni del dipartimento di prevenzione dell'Asl, in un intervento recente sull'argomento, ne parla così: «I raggi ultravioletti della lampade solari non sono del tutto innocui, anzi sono stati classificati come "cancerogeni certi". E l'esposizione a queste radiazioni aumenta del 75% il rischio di melanoma». E quando, come accaduto poche settimane fa, un'inchiesta delle forze dell'ordine scopre alcuni centri estetici che hanno impianti fuori legge perché troppo potenti, la sensazione è che ci sia ancora poca dimestichezza con l'argomento. E troppa faciloneria. «È cambiato il modo di abbronzarsi». Invece di proteggerla a dovere, negli ultimi anni abbiamo cominciato a sottoporre la nostra pelle a uno stress a cui non è abituata, con esposizioni forti e ravvicinate nel tempo agli ultravioletti. Una consuetudine molto pericolosa, soprattutto per chi ha l'epidermide chiara e fa fatica ad abbronzarsi, perché produce poca melanina. Cioè si protegge peggio dal sole di chi ha un carnato scuro. «Una volta ci si faceva l'abbronzatura in estate, per diversi mesi, e a orari meno pericolosi - afferma Marsili - in questo modo l'impatto degli ultravioletti era meno violento. E le eventuali lesioni causate dai raggi venivano riparate automaticamente dall'organismo. Oggi si va in ferie per una settimana d'estate e ci si getta al sole dalle 11 alle 15. Poi si va in vacanza a ottobre o novembre, magari alle Maldive, per "bruciarsi" un'altra volta. Infine, a febbraio, c'è la settimana bianca, che non siamo abituati a considerare. Ma che è tremenda per il riverbero del sole sulla neve». E tra una vacanza e l'altra, non stiamo mica in mano. Giovani e meno giovani, per mantenersi l'abbronzatura tutto l'anno, si recano nei centri estetici. Sottoponendosi ad altre esposizioni continue e molto robuste. Che possono provocare ustioni e in alcuni casi danni che - in alcuni casi - favoriscono la nascita di carcinomi o melanomi. Persino nei più piccoli. «Le necessità estetiche - dice il dottor Marsili - sono legittime. Ma dobbiamo capire che l'abuso è sempre pericoloso. E non soltanto perché può provocare tumori. A fianco di un invecchiamento cronologico, infatti, esiste un invecchiamento fotoindotto. La continua esposizione alle radiazioni solari fa invecchiare la pelle in maniera più rapida. È facile ritrovarsi a 40 anni con l'aspetto di un anziano. Molti, tra l'altro, si sorprendono quando notano le macchie giallastre. E non solo sul volto, ma anche su altre parti del corpo». Questo crea quella che una volta si chiamava "la pelle del marinaio". E che oggi, suggerisce Marsili, potrebbe chiamarsi "la pelle della showgirl o dell'attore". «Occhio alle lampade». Questo non significa che i centri estetici debbano essere banditi. «Sarebbe come dire che non bisogna prendere più il sole - dice Marsili - tra l'altro esiste una malattia di chi soffre il fatto di non potersi recare al mare ogni volte che vuole. Il sole va preso e la lampade fatte in centri estetici seri e guidati da professionisti capaci, non sono un pericolo per la salute. Ma più avete la pelle chiara dovete usare creme, esporvi con cautela e negli orari giusti. Insomma, bisogna fare più attenzione a come ci si rapporta agli ultravioletti».
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