Il Tirreno

Versilia

Case del Comune, si va a metà 2011

Donatella Francesconi
<b>TABARRACCI.</b> A lato, gli appartamenti pronti da tempo; in alto, Bertoli (Pd) in visita ai nuovi alloggi
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TABARRACCI. A lato, gli appartamenti pronti da tempo; in alto, Bertoli (Pd) in visita ai nuovi alloggi

Bertoli (Pd): da Tabarracci e Forcone esclusi i genitori soli con un bambino

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 VIAREGGIO. Pronte per il giugno 2011. Questi sono i tempi che l'amministrazione comunale si da per assegnare le case a canone convenzionato al Forcone e nell'area dell'ex ospedale Tabarracci. Quarantotto appartamenti, pronti da tempo. Ma al momento vuoti.  Ieri mattina, nel corso della commissione sociale del Comune, l'assessore Lucia Accialini (nelle cui mani è passato, da quelle del collega Fantoni, il settore casa) e la dirigente del sociale Giuseppina Tazzioli, hanno illustrato i prossimi passi. Comprese le bozze dei due bandi che starà poi alla Viareggio patrimonio pubblicare e gestire.  Le cifre. Allegati ai bandi sono state allegate le cifre minime e massime degli affitti, a seconda delle metrature. «Ci è stato assicurato - spiega Lorenzo Bertoli, consigliere comunale del Pd - che la giunta si indirizzerà verso l'affitto minimo». Questi costi possibili, al mese: per le case al Tabarracci si va da 413 euro per quasi 57 metri quadrati ai 308 dei 40 metri; per quelle al Forcone, si parla di 324,28 euro per quelle più grandi (53 metri quadri) e 309 per le più piccole, intorno ai 33 metri quadrati.  Aventi diritto. Per le case nell'area dell'ex ospedale, in via Fratti, il bando prevede che possano presentare domanda - con le condizioni di reddito che saranno fissate - «solo nuclei familiari formati da 1 o 2 persone con almeno uno dei componenti che abbia più di sessanta anni». Le case in questione, volute dalla giunta Marcucci, nascono per venire incontro alle esigenze abitative di una popolazione anziana tiranneggiata dagli affitti capestro che vanno per la maggiore a Viareggio. Il reddito annuo previsto dal bando, che è ancora in fase di perfezionamento, non deve superare i 25.823 euro nel caso di più persone. Il reddito minimo, precisa il testo, è calcolata «senza detrazioni». Il bando stabilisce, poi, il punteggio sommabile a seconda delle situazioni (sfratto, sgombero, separazione, ecc.). Dieci punti li ottiene il genitore singolo con figli minori a carico. Bertoli, esaminando accuratamente il testo provvisorio proposto alla commissione, sottolinea: «Ma se per accedere al bando il nucleo familiare deve essere composto da non più di due persone, una delle quali deve avere più di sessant'anni, gli unici che possono ottenere i dieci punti sono i genitori-nonni...i rari che fanno i figli a 50 anni e oltre. Con una disponibilità economica, di solito, da non aver bisogno delle case del Comune...».  Già. Perché la categoria di cittadini che resta fuori da entrambi i bandi è il genitore singolo (madre o padre che sia) rimasto solo con un bambino da mantenere. Una condizione che tutte le indagini statistiche indicano come perfetta per cadere a piombo tra i poveri se si ha uno stipendio medio.  «Il bando per il Forcone - fa notare Bertoli - prevede che la domanda, fatto salvo il requisito del reddito, la possano presentare solo i nuclei familiari composti da 3 o 4 persone massimo, con uno o più minori a carico. Ed i nuclei nei quali i componenti, nel numero indicato dal bando, non superino i 35 anni. Anche in questo caso il genitore singolo con un solo figlio sono esclusi».  Insomma, se vi separate e non ce la fate più a pagare l'affitto l'unica speranza è quella di finire nell'emergenza abitativa. Cioè, la solita pensione. Dove i più piccoli non possono mangiare pasti caldi. «Ho chiesto chiarimenti alla dirigente del sociale - spiega Bertoli - e farò lo stesso passo con l'assessore Accialini».

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