Lutto
Ambiente. Il Comune si muoverà in prima persona «per evitare danni al turismo»
Buratti, "crociata" anti-porto
Franco A. Calotti
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SPIAGGIA MANGIATA. Fenomeni di erosione a Forte dei Marmi «Con i lavori a Marina di Carrara c'è il pericolo-erosione»
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FORTE. Se si potesse dare corpo a una visione antropomorfa di ciò che pensano a Forte dell'espansione del porto di Marina di Carrara di sicuro verrebbe in mente un mostro pronto a ghermire l'arenile più pregiato della Versilia. Non sarà così, ma è un fatto che è bastato che si tornasse a riparlare, dopo la bocciatura del 2001, dell'espansione turistica del porto che timori e paure del passato sono tutte ricomparsi. «La posizione di netta contrarietà di Forte - spiega il sindaco Umberto Buratti - è senza alternative ed è la stessa che già fu palesata nove anni fa, quando poi arrivò il veto del Ministro Matteoli ad una progetto analogo. Personalmente ho puntualizzato questi pensieri anche al gruppo di operatori turistici apuani che in questi giorni sono venuti da noi per chiedere di sostenere assieme la loro lotta, rivolgendoci alle Autorità preposte». E, come esito di questo incontro, Buratti spiega che la sua amministrazione intendo muoversi in prima persona: «Posso dire che il Comune sicuramente agirà anche direttamente a vari livelli perché da sempre esprimiamo la nostra preoccupazione in tal senso, e un'eventuale erosione della nostra spiaggia è un lusso che non possiamo permetterci, poiché ne andrebbe di mezzo la nostra economia che ricordo per il Forte è monotematica: qui si vive solo ed esclusivamente del turismo. Purtroppo qualunque nuova opera realizzata in mare, in questo caso a ponente di Forte potrebbe alla fine recarci danni serissimi, anche se non mancheranno ampie assicurazioni da parte di esperti. Purtroppo, la verità in questi casi, è che nessuno potrà dare mai una garanzia assoluta di tranquillità sul fatto che Forte e in genere la Versilia non risentiranno mai le conseguenze di un nuovo porticciolo turistico apuano. E quindi mancando questo irrinunciabile presupposto non possiamo che essere contrari. Del resto, si è visto in altri casi che ci sono sempre degli esperti che sono sicuri delle loro previsioni, ma ve ne sono anche altrettanti più prudenti e meno granitici nelle loro certezze». Scorrendo i dati relativi alle movimentazioni del porto di Carrara, continua il primo cittadino, «avrei semmai una proposta da fare: purtroppo si nota da tempo una flessione dei traffici commerciali dello scalo apuano, e allora perché non valutare l'idea di riconvertire progressivamente l'attuale porto da commerciale a turistico? Si potrebbero utilizzare le stesse banchine e le stesse opere a mare e quindi senza ulteriori costruzioni si andrebbe ad una trasformazione, che penso, se venisse studiata attentamente, potrebbe rilanciare lo scalo, garantendo - cosa importantissima - anche i livelli occupazionali. E soprattutto - conclude Buratti - diverrebbe il vero porto turistico della Riviera Apuana, ma anche della vicina Versilia».
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