Finanza
Sorpresa, c'è ancora posto al nido
Luca Basile
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BAMBINI. Piccoli ospiti di un nido (Foto darchivio) Calano le domande: «Con la crisi i genitori stanno a casa. E vogliono risparmiare»
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PIETRASANTA. La lista d'attesa? Più che azzerata. La fila di genitori, trafelati, a produrre documentazioni per vedere accolto il proprio piccolo? Un ricordo. In tempi di crisi economica non sono rare piccole rivoluzioni anche nel contesto familiare e così accade che, in terra di Pietrasanta, a soli quattro giorni dall'inizio del nuovo anno scolastico, nei 5 asili nido ci siano ancora posti a disposizione. Una decina, non di più, ma tanto basta per rivedere vecchie e consolidate abitudini. Per anni, infatti, è accaduto l'esatto contrario con gli asilo nido, stracolmi di iscritti e con, appunto, liste d'attesa che si prolungavano in ogni dove. «Non c'è posto signora, si metta in coda. Purtroppo»; era il refrain in replica al genitore con figlioletto in dote da lasciare, per qualche ora, al nido. Il 6 settembre, ai nido Bambi, Red Bridge, Scubidù, Castello e Stella di Mare - chiamati a dare ospitalità a bambini di età compresa fra i 3 mesi e i 3 anni - si apriranno, dunque, le porte ai nuovi iscritti. «Qualcosa sta cambiando - spiega l'assessore alla pubblica istruzione Italo Viti - La crisi, è inutile girarci intorno, sta modificando anche le nostre abitudini. Ci sono babbi che, per problemi di lavoro, sono costretti a restare a casa o, forse più semplicemente, per risparmiare sul budget familiare, si evita di portare il piccolo al nido. Ad oggi, quindi, abbiamo una discreta disponibilità. Cosa, a quanto mi dicono, mai accaduta in passato». Disponibilità che, presumibilmente, non durerà molto, visto che dai Comuni vicini, su tutti Seravezza, arrivano un certo numero di richieste e, dunque, le varie caselle vuote, pur con tempi più rallentati, andranno a riempirsi. Tornano, quindi, in auge i ruoli dei nonni, rivalutati, se non addirittura quasi indispensabili, e ancora i "turni", a casa con il figlio, da suddividersi fra marito e moglie; una soluzione, alla lunga, là dove serve ed è possibile, si trova. Anche perché lasciare il bimbo al nido ha un suo costo. Quanto? Per 6 ore giornaliere si pagano 206 euro mensili, per 8 ore 309 euro al mese e ancora per 10 ore, in pratica da mattina fino al tardo pomeriggio, 361 euro sempre e ovviamente mensili. Non sono spiccioli. Tutto questo fatta eccezione per l'Isee che, in sostanza, sotto la soglia dei 17 mila euro di reddito, garantisce una serie di esenzioni e riduzioni nel pagamento delle rette. «L'obiettivo - rilancia Viti - è quello di organizzare anche sul fronte degli asili nido una gestione di livello comprensoriale. Il tutto, ovviamente, nel segno della qualità».
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