Il Tirreno

Versilia

DALLA FRANCIA

«La seconda autopsia è un diritto della famiglia»

1 MINUTI DI LETTURA





 VIAREGGIO. Le autorità francesi hanno fatto sapere che una eventuale seconda autopsia sul corpo di Daniele Franceschi, su richiesta dei familiari, è «un diritto» che i parenti potranno esercitare una volta che il corpo sarà restituito e rientrerà in Italia. A dichiararlo è Guillaume Didier, portavoce del ministero della Giustizia, interpellato sulle richieste dei familiari dell'italiano morto in carcere a Grasse il cui corpo è stato sottoposto martedì ad autopsia su disposizione della Procura francese. «Le autorità francesi - ha aggiunto Didier - condividono la volontà delle autorità italiane che tutta la verità sia fatta sulle ragioni e le condizioni della morte di questo detenuto. Quando i risultati dell'autopsia saranno consegnati al magistrato, il corpo potrà essere restituito alla famiglia in Italia e sarà loro diritto procedere a ulteriori perizie». Per Didier, i familiari di Franceschi potranno anche «chiedere subito dopo il referto francese, una controperizia alla Procura di Grasse».  «Ufficialmente, per noi - ha concluso il portavoce - non esiste ancora una causa ufficiale della morte, c'è un'inchiesta in corso. Ma niente verrà nascosto, noi vogliamo che la famiglia possa conoscere la verità e la giustizia francese farà il suo lavoro. Se il detenuto è stato picchiato i medici lo appureranno».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze