Il Tirreno

Versilia

«Una città davvero fantastica»

Le prove al teatro di uno show del Festival
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Le prove al teatro di uno show del Festival

Parlano i giovani ballerini Usa al centro del caso

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 PIETRASANTA. «Really?». Kyana, Nicole e Patrick, sgranano gli occhi per poi pronunciare, quasi all'unisono nel loro inglese americanizzato, quel «veramente?», che sa tanto di stupore, misto ad ingenuità. Già, perché del gran "cicalio cittadino" intorno ad una vicenda (il caso Alabama, ndr) conoscono ben poco. E forse è meglio così.  Incontriamo i tre giovani ballerini, fra i protagonisti di "Pietrasanta in danza", nella hall dell'hotel Palagi, là dove si sono "rifugiati" all'indomani della fuga dagli stanzoni, poco accoglienti, del Centro Arti Visive. «Davvero si parla tanto del nostro trasferimento dal monastero- così lo definiscono - all'albergo? E perché?».  Provi a spiegare. La dialettica politica, l'ospitalità venuta meno, la città esposta ad una figuraccia. Kyana è originaria della Georgia; bionda, gambe flessuose, fisico da ballerina in carriera, sorriso contagioso, quasi si ritrae. «Si, c'è stato qualche problema, però niente di così grave. Il "monastero" era davvero molto bello, anche se riposare non era semplice, in quei letti. E se non riposi bene diventa poi difficile, per chi fa il nostro mestiere, provare e fare spettacoli, all'indomani».  Nicole è texana; si muove con eleganza avvinghiata ad un filo di voce per raccontare, che «la decisione di lasciare la prima sistemazione non è stata nostra, ma del direttore che ci segue. In effetti, i letti erano troppo piccoli ed i materassi duri, non proprio "so good", e comunque niente di irrimediabile. Tutto dimenticato».  Dice proprio così, "just forgotten".  Chi non riesce, invece, a dimenticare è il sindaco Domenico Lombardi, che domenica scorsa ha staccato un assegno, dal suo libretto personale, di 4,500 euro per saldare il soggiorno in albergo dei 14 componenti del corpo di balletto e scrivere la parola fine sull'episodio.  «Il sindaco ha pagato di tasca propria? Non lo sapevamo; ma perché?» chiede Patrick, giovane talento della danza, che arriva dalla Florida. «Noi di questioni politiche non sappiamo niente; siamo qui per partecipare agli spettacoli, per dare il meglio. Il ballo è il nostro lavoro. La nostra passione. Detto questo, il gesto del sindaco è cosa rara. E' qualcosa di bello, che gli fa onore. Lo ringraziamo», dicono i ragazzi.  Si torna a parlare di Pietrasanta, della Versilia. «Posti splendidi; è la nostra prima volta in Italia. It's fantastic. La gente ha il senso dell'ospitalità, ti accoglie bene, è sorridente. Belle persone. Il soggiorno al "monastero" si è rivelato un problema, comunque risolvibile. Certo, stare in albergo è tutt'altra cosa, ma niente drammi, può capitare».  Insomma, una volta tornati a casa, quei due giorni al "monastero" saranno solo un ricordo sbiadito. Kyana vuole capire se i giornali parlano anche della manifestazione.  «Interessa molto di più la polemica? Dispiace; questa rassegna è veramente importante e seguita, tanta gente viene a teatro. Noi saremo su palco palco sabato sera. Fra prove e allenamenti - dice Kyana - abbiamo davvero poco tempo libero, ma che importa, qui è tutto così splendido». ALTRO SERVIZIO A PAG. 13

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