La manifestazione
Muore tre ore dopo il marito
Corrado Benzio
I coniugi Belli stroncati da due malori dopo sessant'anni di matrimonio
3 MINUTI DI LETTURA
VIAREGGIO. Lui si chiamava Percy B. Shelley. Sì, il suo nome era l'intero nome e cognome del grande poeta inglese morto al largo di Viareggio. Lei più semplicemente Lori. Lui aveva 86 anni, lei 80. Sono stati insieme più di sessanta (da sposati, l'amore era nato molto prima) fra gioie e dolori. Come tante coppie di una volta. Ma l'esempio di cosa voglia dire amarsi per una vita, lo hanno sublimato ieri mattina. Percy B. Shelley Belli è spirato dopo un malore ieri mattina alle 7 al pronto soccorso del Versilia. La moglie, Lori Cortopassi, dopo una mattinata di dolore in casa a chiedersi come avrebbe fatto senza il suo uomo, ha deciso che era l'ora di seguirlo. Lei che non aveva mai avuto problemi di cuore, è stata colpita intorno alle 11 da un infarto al miocardio. Inutili i soccorsi chiamati dal figlio. La mamma aveva fatto la sua scelta definitiva. Una tragedia che è anche il trionfo dell'amore. Non è retorica dirlo per questa coppia molto conosciuta a Viareggio. Fino a pochi giorni fa, loro che vivevano in via Garibaldi, si ritrovavano al bar con i vecchi amici per un caffè e due chiacchiere. Oggi alle 15,30 avranno l'ultimo saluto dai figli e dai parenti nella chiesa di Sant'Antonio. C'è dolore fra i figli e i parenti, come è logico che sia. Ma anche il senso di una parabola di vita che si compie senza il dolore della perdita del coniuge per i due anziani genitori. Sono morti insieme, decisi a non lasciarsi mai. Lo ripeteva mamma Lori ieri mattina al figlio Aldo, mentre Percy stava lasciando il pronto soccorso per l'obitorio ed era già decisa l'ora del funerale. Aldo è Aldo Belli, 50 anni, personaggio molto noto in città. Sia per la sua lunga attività politica e culturale, sia per l'attività professionale. Baby-assessore alla cultura ai tempi del Pci (un secolo fa), poi nelle sue molte vite anche presidente dell'autostrada Milano-Serravalle. E oggi consulente e amministratore delle società che fanno capo a Davide Zard, uno dei re dello show business italiano (produttore fra l'altro di Notre Dame de Paris e di Tosca di Lucio Dalla). L'altro fratello - il più grande - è Massimo, apprezzato elettricista. E poi ci sono i nipoti. Ma al funerale ci saranno anche i tanti viareggini che conoscevano Percy e Lori. Magari perché hanno frequentato le scuole elementari Lambruschini, dove Percy era più che custode (ruolo ufficiale) una specie di istituzione. Percy B. Shelley, un nome che il padre gli diede in onore del poeta del Prometeo liberato. Shelley era ateo, poeta della libertà. Quel nome era uno schiaffo, siamo nel lontano 1924, al fascismo montante. Mussolini era capo del governo, ma il Regime non era ancora una Piovra che si allargava sulla società. E così un nome come quello di Percy B. Shelley poteva ancora essere registrato alla anagrafe. Anche se era una sorta di manifesto politico. Lori aveva sofferto in anni passati per gravi motivi di salute. Ma ora stava bene e si godeva, come si dice, i nipoti. Ma soprattutto si godevano questa voglia di stare insieme, comunque e dovunque. Senza smancerie, da viareggini autentici come erano.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
