Gioco
Vicina la chiusura delle indagini per la scomparsa di Marcello Giunta
Farmacista morto in clinica, ci sono quattro indagati
◗
LUTTO. Una bella immagine di Marcello Giunta e, più a destra, la clinica Villa Tirrena 2 MINUTI DI LETTURA
CAMAIORE. Sono rimasti quattro gli indagati per la morte di di Marcello Giunta, il direttore delle farmacie di Camaiore deceduto a giugno alla clinica privata "Villa Tirrena" di Livorno dopo che era stato sottoposto ad un banale intervento chirurgico di alluce valgo. Giunta, 53 anni, era stato operato la mattina del 22 giugno scorso: l'intervento sembrava essere andato bene e altrettanto il decorso post operatorio. Invece la sera, subito dopo la visita del medico, il farmacista camaiorese si sentì male. Erano le 23 circa: Giunta chiamò dal suo letto l'infermiera con il campanello ma perse conoscienza: venne trovato ormai cianotico e poco dopo morì, nonostante i tentativi per rianimarlo. Una scomparsa, quello del farmacista, che lasciò di stucco non solo i suoi parenti e chi lo conosceva bene, ma tutta la comunità di Camaiore. Giunta, infatti, era una persona molto nota e apprezzata. Ma il dolore più grande fu per il figlio Giacomo, di 25 anni e per la madre, con la quale viveva a Capezzano dopo essersi divorziato dall'ex moglie. Sulla vicenda si sono svolte subito le indagini della procura di Livorno, affidate al pubblico mistero Antonella Tenerani. Dapprima è stata svolta l'autopsia del farmacista di Camaiore, affidata al medico legale Luigi Papi, cui hanno assistito (come previsto dal codice di procedura penale) anche i consulenti nominati dai quattro indagati. In seguito, i carabinieri, che in un primo momento avevano sequestrato la cartella clinica del farmacista deceduto, hanno praticamente sentito tutti coloro che, in qualche modo, erano venuti in contatto con Marcello Giunta, sin dai primissimi momenti del suo ricovero. Si voleva evidentemente vedere se ci fosse stata qualche negligenza o dimenticanza già nelle fasi preliminari della permanenza del farmacista di Camaiore nella clinica di via Montebello: un comportamento che magari potesse in qualche modo essere ricollegata al decesso del paziente. Quindi si è ripercorso tutto l'iter di visite ed analisi che vengono svolte prima di un intervento chirurgico per accertarsi delle condizioni cliniche del paziente. Alla fine di questi accertamenti, però, gli indagati sono rimasti quattro. Adesso si attende la chiusura delle indagini per sapere se la procura chiederà o meno rinvii a giudizio con l'accusa di omicidio colposo. A questo proposito saranno decisive senza dubbio le risultanze dell'autopsia sul corpo del farmacista, che al momento non sono ancora state rese note.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
