Il Tirreno

Versilia

Il caso. La Camera del lavoro gestita da Lucca. L’accusa: Rosi incapace di costruire un accordo

Cgil, la minoranza chiede risposte

Antonioli (a sinistra) con Pocai (Fiom)
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Antonioli (a sinistra) con Pocai (Fiom)

L'ex segretario Antonioli: Profetti spieghi quali contrapposizioni politiche

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 VIAREGGIO. «Se davvero Profetti è convinto che alla base della rottura della Cgil ci sia un problema di contrapposizioni politiche o di incarichi, come sostiene sulla stampa allora si parli chiaro e si spieghi. Perché i nostri iscritti, i quadri sindacali, l'opinione pubblica ha diritto di sapere». Le vicende interne della Cgil ormai sono pubbliche e torna a intervenire l'ex segretario Andrea Antonioli.  I fatti possono essere così riassunti: congresso, mozioni contrapposte, segretaria provinciale eletta con un accordo tra maggioranza e minoranza. Al momento di scegliere la segreteria, il colpo di scena: la Cgil provinciale è guidata dalla sola maggioranza. Andrea Antonioli, da dieci anni alla guida della Camera del lavoro della Versilia, non condivide la scelta e lascia il mandato già scaduto ma senza successione avviata.  Pochi giorni dopo, la segretaria Rosanna Rosi, tiene una conferenza stampa dai toni concilianti. Subito dopo, il segretario organizzativo ancora non ufficializzato, Enrico Profetti, invita a «evitare contrapposizioni politiche». «La nostra posizione è sempre stata chiara - è la risposta di Antonioli -: abbiamo chiesto un confronto su un quadro complessivo degli assetti e su quello economico della Camera del lavoro come punto di partenza per fare un accordo sulla base del riconoscimento del peso che ogni documento ha avuto al congresso». L'unica risposta è stata, sottoliena Antonioli, «che "non c'erano le condizioni". Io credo invece che la segretaria generale non sia stata capace di costruire l'accordo, per incapacità sua o per pressioni esterne. È con superficialità che è stata assunta questa scelta, così come con superficialità si parla di un "interim" per la gestione della Versilia che ancora non si è visto. Sono passate due settimane dalla rottura, abbiamo sentito declamare le volontà di ricucire e ritrovare l'unità ma ad oggi non è stato fatto il primo passo. Restiamo in attesa fiduciosi».

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