Il Tirreno

Versilia

«Perdonate mio fratello» L'appello di Roberta Iacconi

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 VIAREGGIO. «Mi piacerebbe tanto che concedessero il perdono. Ma capisco che è passato troppo poco tempo e che per le famiglie delle vittime è normale che oggi possa prevalere l'odio per mio fratello». Sono le parole di Roberta Iacconi, al telefono dall'abitazione di via Trentino a Sacile. La magistratura ha da poco dato il nullaosta per la sepoltura del fratello Paolo, la cui immagine ha ormai fatto il giro d'Italia abbinata alle notizie sul massacro alla Gifas.  «Ma Paolo non era così - continua la sorella -. Era una persona diversa, che fino a quel maledetto venerdì non aveva mai fatto male a nessuno».  Roberta Iacconi, insieme ai genitori Fiorella e Fulvio, si rode dentro, tra mille domande e recriminazioni. Paolo che era partito sulla sua Panda rossa «per un colloquio di lavoro a Padova» e che invece poche ore dopo era al centro di tutti i telegiornali. Paolo che Sacile ritroverà domani sera per il rosario e venerdì alle 15,30 nella chiesa di San Odorico per il funerale.

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