Sicurezza
Centro congressi ai privati. C'è l'ok degli albergatori
Manuel Tomei
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Il Centro congressi da pubblico diventa privato2 MINUTI DI LETTURA
VIAREGGIO. La gestione del Centro congressi sarà affidata ai privati. È il progetto dell'amministrazione comunale, «su impulso - è stato spiegato - dell'Associazione albergatori», per rilanciare il turismo congressuale in città.
Primo passo sarà l'accorpamento della società Viareggio Versilia Congressi alla Viareggio Patrimonio, con il conseguente annullamento di presidenza e consiglio di amministrazione. Tale operazione - ha spiegato il direttore generale del Comune, Edorardo Rivola - permetterà «l'apertura di un tavolo tecnico per arrivare, in seguito, alla stesura di un progetto definitivo che terrà conto delle esigenze del mercato». Sarà infatti bandita entro l'anno una gara pubblica per l'affidamento della gestione del Centro Congressi Principe di Piemonte (Viareggio Patrimonio manterrà invece la proprietà dell'immobile). La società presieduta da Stefano Lazzari provvederà alla vendita della concessione dell'annesso stabilimento balneare. La gestione transitoria del Centro Congressi (che durerà fino alla scadenza del bando) sarà invece demandate ad un operatore istituzionale. «L'accorpamento della Viareggio Congressi alla Viareggio Patrimonio - commenta il sindaco Luca Lunardini - rientra nella volontà della nostra amministrazione di ridurre la galassia delle partecipate. Si tratta, inoltre, di un percorso di primaria importanza per la nostra città, in quanto viene portato avanti con la condivisione di tutte le categorie del settore turistico», conclude il primo cittadino.
Esprime soddisfazione anche Beatrice Taccola, presidente degli albergatori viareggini, che sostiene: «Sono realista nel constatare che finora non è stato ancora fatto niente di concreto, ma le premesse alla base di questo progetto sono incoraggianti».
«La nostra città - prosegue - ha sempre puntato solo sul mare e sul Carnevale, il turismo congressuale potrebbe coprire quei mesi solitamente morti dal punto di vista turistico. E se aumentano le possibilità di lavoro per le nostre strutture ricettive, ovviamente ci sarà maggiore impulso ad investire e a migliorare la qualità dei servizi». L'amministrazione Lunardini, insomma, è ben decisa a mettere la parola fine sulla gestione pubblica della struttura che, con la sua storia e la sua attività, ha avuto un ruolo importante anche come elemento trascinatore dei fondi regionali per il Piuss dal quale, poi, è frettolosamente uscita.
Primo passo sarà l'accorpamento della società Viareggio Versilia Congressi alla Viareggio Patrimonio, con il conseguente annullamento di presidenza e consiglio di amministrazione. Tale operazione - ha spiegato il direttore generale del Comune, Edorardo Rivola - permetterà «l'apertura di un tavolo tecnico per arrivare, in seguito, alla stesura di un progetto definitivo che terrà conto delle esigenze del mercato». Sarà infatti bandita entro l'anno una gara pubblica per l'affidamento della gestione del Centro Congressi Principe di Piemonte (Viareggio Patrimonio manterrà invece la proprietà dell'immobile). La società presieduta da Stefano Lazzari provvederà alla vendita della concessione dell'annesso stabilimento balneare. La gestione transitoria del Centro Congressi (che durerà fino alla scadenza del bando) sarà invece demandate ad un operatore istituzionale. «L'accorpamento della Viareggio Congressi alla Viareggio Patrimonio - commenta il sindaco Luca Lunardini - rientra nella volontà della nostra amministrazione di ridurre la galassia delle partecipate. Si tratta, inoltre, di un percorso di primaria importanza per la nostra città, in quanto viene portato avanti con la condivisione di tutte le categorie del settore turistico», conclude il primo cittadino.
Esprime soddisfazione anche Beatrice Taccola, presidente degli albergatori viareggini, che sostiene: «Sono realista nel constatare che finora non è stato ancora fatto niente di concreto, ma le premesse alla base di questo progetto sono incoraggianti».
«La nostra città - prosegue - ha sempre puntato solo sul mare e sul Carnevale, il turismo congressuale potrebbe coprire quei mesi solitamente morti dal punto di vista turistico. E se aumentano le possibilità di lavoro per le nostre strutture ricettive, ovviamente ci sarà maggiore impulso ad investire e a migliorare la qualità dei servizi». L'amministrazione Lunardini, insomma, è ben decisa a mettere la parola fine sulla gestione pubblica della struttura che, con la sua storia e la sua attività, ha avuto un ruolo importante anche come elemento trascinatore dei fondi regionali per il Piuss dal quale, poi, è frettolosamente uscita.
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