La protesta
LO SCAMPATO
Ghilardi: «Questa tragedia non ha una spiegazione...»
Cla.Ve.
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SALVO. Andrea Ghilardi 2 MINUTI DI LETTURA
MASSAROSA. Forse il primo obiettivo di Paolo Iacconi era proprio lui: Andrea Ghilardi, quarantuno anni da compiere ad agosto, direttore commerciale della Gifas di Piano del Quercione. Nella folle mente dell'omicida-suicida di Sacile del Friuli, le responsabilità maggiori per quell'interruzione (consensuale) del contratto di lavoro erano proprio sue. E quando Iacconi non lo ha trovato all'appuntamento fissato per venerdì con i vertici dell'azienda non ha nascosto il suo disappunto. «Non ero in azienda - ha spiegato Ghilardi ieri al telefono ancora sconvolto per l'accaduto - perché mi trovavo a Camaiore ai funerali di Enzo Francesconi, un mio parente. Forse una divinità mi ha preso con sé e mi ha voluto salvare la vita. Altrimenti anch'io sarei stato ucciso». Ghilardi ricorda poi i due colleghi assassinati. «Luca Ceragioli e Jan Frederik Hilmer erano persone eccezionali con cui collaboravo da anni. Erano persone serie ed oneste, dedite al lavoro e attaccate alla propria azienda. In poche parole erano due persone fantastiche. Di loro mi passano davanti immagini bellissime. Luca era di una disponibilità assoluta. Qualsiasi cosa gli chiedevi, lui ti accontentava. Era apertissimo. Jan, da buon tedesco, era più riservato, parlava meno, ma era altrettanto generoso. Due persone che porterò sempre nel cuore». Ghilardi poi prosegue: «Quello che è avvenuto mi ha sconvolto e voglio esprimere la mia solidarietà alle loro famiglie». Quando parla dell'omicida, invece, è quasi sconcertato. «Posso solo dire che l'azienda - anche quando si è concluso il rapporto di lavoro, essendo ritenuta la situazione personale dello stesso Iacconi incompatibile con la sua attività lavorativa - lo ha sempre aiutato e sostenuto. La folle tragedia che è accaduta non ha quindi una spiegazione logica».
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