Il Tirreno

Versilia

Arrestato un tecnico dell'Asl

Arrestato un tecnico dell'Asl

Accusato di prendere soldi per ammorbidire i controlli

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MASSA. Sono stati i carabinieri della sezione di polizia giudiziaria della procura ad andare in casa di Stefano Rustighi venerdì pomeriggio ad Avenza di Carrara. All'uomo, tecnico dell'ufficio prevenzione infortuni e sicurezza nei luoghi di lavoro dell'Asl numero 12 Massa Carrara, hanno comunicato che era in arresto. Il reato contestato è molto pesante: concussione. A denunciarlo il titolare di un'azienda stufo dalle continue richieste di soldi.  Quando Rustighi, 61 anni, ha visto i carabinieri alla porta è stato colto da malore. I militari si sono accertati che le sue condizioni di salute non fossero preoccupanti e poi hanno eseguito una serie di perquisizioni e sequestri. In tutto la visita nell'appartamento di Avenza è durata un paio di ore.  In serata il tecnico dell'Asl è stato trasferito nel carcere di Massa. Le sue condizioni di salute non destano preoccupazioni.  A denunciarlo è stato il titolare di una ditta esasperato dalle continue richieste di denaro. E non solo. Rustighi non disdegnava neppure generi alimentari come bottiglie di vino e pregiato e pezzi di agnello zerasco. Proprio da questa sua passione per l'ovino più famoso della zona gli inquirenti hanno ribattezzato l'operazione che ha fatto scattare le manette ai polsi del tecnico dell'Asl "Agnello".  Il reato contestato, concussione, fa capire che per gli inquirenti era Rustighi che imponeva alle ditte - tutte impegnate nella cantieristica e nell'orbita Nca (l'inchiesta quindi non coinvolge l'azienda statale) - di fargli dei "regali" per chiudere un occhio sulle infrazioni commesse. Anche per cose di poco conto, come l'assenza di un cartello, il tecnico chiamava un responsabile e faceva presente che doveva fare il verbale. A meno che... E lì scattava il regalo. Il tecnico era diventato tanto più scrupoloso nei controlli quanto più esigente nelle richieste. Non immagina che prima o poi qualcuno sarebbe andato a raccontare tutto.  Gli inquirenti - l'indagine è condotta dal pubblico ministero Federico Manotti - non hanno dubbi sulle accuse, anche perché il tecnico era tenuto d'occhio dal novembre dell'anno scorso. E fino a quattro mesi fa è stato anche intercettato. Non solo: alcuni pagamenti dei titolari delle ditte, aziende della provincia apuana ma anche di Viareggio e La Spezia, trovate non in regola erano anche controllati dalla procura e così è stato possibile rintracciare sia la richiesta sia il passaggio di denaro contante.  Rustighi, difeso dagli avvocati Giuseppe Del Papa e Rossella Spediacci, da venerdì sera si trova in una cella del carcere di via Pellegrini.  Martedì ci sarà l'interrogatorio di garanzia, ma domani gli inquirenti spiegheranno nei dettagli cosa hanno scoperto nei quattro mesi di indagini.  L'Asl di Massa Carrara non ha voluto commentare l'episodio, anche se i vertici dell'azienda sanitaria fanno sapere di aver fiducia nella magistratura. I colleghi di Rustighi, invece, cadono dalle nuvole: «Sembra una cosa assurda, Stefano ha sempre fatto il suo dovere». Poi chiedono l'anonimato.  Ma la Procura di Massa guidata dal dottor Federico Manotti (nella foto in alto) sta indagando sulle ditte della cantieristica che venivano taglieggiate dal Rustighi.  Ma dalle intercettazioni (anche ambientali) non sembrano venire fuori atteggiamenti illeciti da parte delle ditte della cantieristica. Insomma la Procura punta decisamente sul taglieggiamento da parte del tecnico dell'Asl. D.D.

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