La manifestazione
In Toscana ce ne sono più di mille in novanta giorni: decine quelle in Versilia
«Sagre, concorrenza sleale»
Francesco Salerno
Confesercenti: «Vanno regolamentate per evitare danni»
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VIAREGGIO. Milledieci sagre in poco più di novanta giorni. Sono questi i dati regionali forniti da Confesercenti nell'ambito di una denuncia delle ricadute negative che le manifestazioni enogastronomiche estive stanno avendo sul settore della ristorazione in Toscana. In Versilia non sono mille, ma decine sì, talvolta di lunga durata. «Avevamo proposto una regolamentazione e calendarizzazione delle sagre ma è stato tutto ignorato nonostante fosse previsto dal regolamento del commercio della Regione», esordisce Alessandro Cerrai. Il direttore di Confesercenti Versilia parla senza mezzi termini di concorrenza sleale: «I prezzi dei prodotti che offrono le sagre sono più bassi perchè esse si reggono invece che su lavoratori regolarmente assunti, sul volontariato delle associazioni organizzatrici che allo stesso tempo non devono rispondere di requisiti igienico-sanitari ai quali invece, i ristoranti si attengono rigidamente». Il secondo punto contestato dall'associazione di categoria è la perdita, da parte delle sagre, della loro ragion d'essere originaria: «Molto spesso il prodotto locale ha un ruolo assai marginale nell'ambito di questi pranzi di svariate portate e non è raro inoltre, che protagonisti delle sagre siano prodotti che non rientrano affatto nella tradizione gastronomica della Toscana». Per questa estate, ormai è troppo tardi per ottenere cambiamenti, evidentemente lo scopo di Confesercenti è quello di fare in modo che in futuro non si verifichino più situazioni come quelle di quest'anno. A testimonianza di questo, è già stata preparata una bozza di regolamento comunale che sarà presentata alle istituzioni e che potrebbe costituire, se recepita, le linee guida per le future sagre. Nella bozza si spiegano dettagliatamente durata, modalità di presentazione della domanda, responsabile della manifestazione, istruttoria delle domande, requisiti per l'inserimento delle manifestazioni, rilascio delle autorizzazioni, tipologia di attività commerciale temporanea, effettuazione dei controlli, tariffe, tasse e sanzioni. Cerrai conclude con una precisazione: «Non abbiamo nulla contro le sagre anzi, sono molto importanti per valorizzare specialità e eccellenze locali con ricadute positive sullo stesso settore della ristorazione. Tuttavia non accettiamo una simile situazione di anarchia come quella attuale con oltre mille sagre in tre mesi, alcune delle quali di una durata spropositata di vari week-end. Addirittura - conclude - in certi comuni come Seravezza le sagre si sono sovrapposte». Problemi simili, a detta di Confesercenti, riguardano anche altre regioni italiane, sebbene la Toscana come numero e frequenza di sagre è seconda solo all'Emilia Romagna.
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