Il Tirreno

Versilia

«Ditemi che non ha sofferto»

Donatella Francesconi
A destra Luca Ceragioli una delle vittime della strage A fianco l’ingresso della Gifas a Pian del Quercione presidiato dalla forze dell’ordine
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A destra Luca Ceragioli una delle vittime della strage A fianco l’ingresso della Gifas a Pian del Quercione presidiato dalla forze dell’ordine

Lo strazio della madre di Luca Ceragioli. Gli amici: era un uomo buono

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 VIAREGGIO. «Avrà sofferto? Ditemelo. Per favore». È la richiesta accorata della madre di Luca Ceragioli agli amici del figlio che la vanno a trovare, quando ormai è quasi sera. Stretti alla moglie Gabriella, al fratello Stefano, alle figlie Giulia e Claudia che è all'estero.  Iscritta ad economia e commercio a Pisa, la più grande; una passione per il design che l'avrebbe a breve portata a Milano la più piccola, Giulia.  «Luca era un padre straordinario - raccontano gli amici -. Sempre presente quando le bambine erano piccole, nate a distanza di un anno l'una dall'altra. Spesso lo prendevamo ad esempio di come deve essere un genitore». Ceragioli con le figlie, nella vacanza ad Europa Disney. Insieme ai coniugi Lunardini, anche loro con le bambine piccole. Luca ragazzo, nel Movimento studenti dell'Azione cattolica con l'amico oggi diventato sindaco e la di lui consorte, Angela Martinelli al Commerciale con la futura moglie di Ceragioli, Gabriella Neri.  Per lei qualche anno di lavoro in uno studio di commercialista, poi la lunga "pausa" come mamma, ed oggi la laurea. Conseguita un anno fa, per coronare la passione di sempre: il cinema. Da qualche settimana l'inizio della collaborazione con "Europa Cinema" ed il curatore Marco De Santi, con il quale si è laureata. «A lei il compito di tenere i rapporti con i commercianti della Passeggiata per la realizzazione di vetrine a tema in vista della manifestazione», racconta il dirigente del Comune, Giulio Marlia: «Ma anche quello, più delicato, di seguire gli studenti che ruotano intorno all'evento».  Luca che scende dall'aereo, giovedì sera, ignaro che quello sarebbe stato il suo ultimo viaggio, e raggiunge Gabriella a Torre del Lago (villa Orlando) dove lei si esibisce con la corale "Giacomo Puccini". Poi il ritorno a casa, al Campo d'Aviazione. Stanco e ignaro che il giorno dopo non sarebbe stato il solito venerdì di lavoro che aspetti in gloria per un fine settimana con la famiglia.  La notizia della morte di Ceragioli ha fatto il giro della città in un lampo. Lasciando sbigottiti e addolorati le tante persone che conoscono la famiglia e il "direttore", come lo chiamavano alla "Gifas" di Massarosa. Della quale l'uomo era diventato uno dei soci, e manager capace e attento, dopo avervi lavorato per molti anni come dipendente.  Nella tarda serata i corpi delle due vittime e dell'omicida-suicida sono stati trasportati all'obitorio dell'ospedale Versilia. Oggi sarà un giorno carico di dolore. E rabbia.  

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