Sicurezza
Allarme criminalità. Luomo ha fatto arrestare uno dei due malviventi. Si cerca laltro
Picchiato e rapinato, ma riconosce l'aggressore
Matteo Tuccini
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La sala giochi di Querceta dove è avvenuta laggressione al titolare 2 MINUTI DI LETTURA
QUERCETA. È l'ora di chiusura della sala giochi, e lui sta facendo le ultime pulizie. A un tratto nota qualcuno. Due ragazzi, uno dei quali è un volto familiare. Ma le loro intenzioni non sono buone. I due lo aggrediscono e lo tramortiscono. E gli portano via l'incasso. Tentano anche di aprire le macchinette, senza riuscirci. Poi scappano. Uno di loro, però, viene accalappiato dai carabinieri, sulla base dell'identikit fornito dal titolare del locale, che lo ha riconosciuto come frequentatore della sala giochi. Marian Liviu Otet, 20 anni, di nazionalità romena, è finito in carcere con l'accusa di rapina aggravata. Ora si cerca il complice. L'aggressione. Sono le 23,30 di lunedì sera. La sala giochi di via Seravezza è ormai vuota, tutti gli avventori se ne sono andati anche perché il proprietario sta per chiudere il locale. L'uomo sta ripulendo le stanze e risistemando sedie e bancone. Poi succede qualcosa. Con uno stratagemma due ragazzi attirano la sua attenzione. Neanche il tempo di aprire bocca che i due gli sono addosso. L'uomo, colpito, perde i sensi. I malviventi a quel punto prendono l'incasso, circa 1.200 euro, e poi si gettano sulle macchinette elettroniche. Ma non riescono a completare l'opera, forse perché sentono un rumore e si allarmano. Così si allontanano. Ripresi i sensi, l'uomo chiama i carabinieri. «Uno di loro lo conosco, viene spesso qua», racconta ai militari. Con l'identikit il cerchio si stringe. I carabinieri individuano una serie di sospettati e li sottopongono al confronto in stazione. E lì il titolare della sala giochi guarda Otet e afferma: «È lui». Secondo quanto affermano gli uomini dell'Arma, Otet - già colpito da un ordine di espulsione per motivi di sicurezza pubblica - è senza fissa dimora e da tempo vive nella zona della stazione di Querceta, finita nell'occhio del ciclone per troppi episodi di vandalismo e degrado. Dopo il riconoscimento, Otet viene arrestato e portato nel carcere di San Giorgio, a disposizione dell'autorità giudiziaria. Per ora vane le ricerche del complice.
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