La protesta
L'Onu nega il risarcimento per le vittime di Sant'Anna La Germania non deve pagare
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Una immagine dei funerali delle vittime di SantAnna di Stazzema Il tribunale internazionale dell'Aja sancisce l'immunità degli stati rispetto ai crimini compiuti dai suoi cittadini, anche se soldati
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S. ANNA DI STAZZEMA. Per le stragi naziste, la Corte internazionale di giustizia dell'Aja ha detto no al risarcimento per le vittime degli eccidi compiuti dalle Ss durante l'estate del 1944, a partire da Sant'Anna di Stazzema. I giudici hanno così dato ragione alla Germania che contestava la precedente sentenza emessa dalla Cassazione italiana, con cui lo Stato tedesco era condannato a pagare per le atrocità commesse dai suoi soldati sul finire della seconda guerra mondiale. Pare vanificato, dunque, la lunga inchiesta condotta dalla Procura militare della Spezia sulle stragi di Sant'Anna di Stazzema e, appunto, Vinca e San Terenzo Monti in Lunigiana. Dopo aver appreso la notizia, immediato e amaro il commento di Roberto Oligeri, presidente del comitato vittime delle stragi naziste compiute nel Fivizzanese durante il tragico agosto 1944, proprio a due passi dalla Linea Gotica. «Il mio non è un commento accompagnato da stupore - esordisce Oligeri - già in altre occasioni ho avuto modo di riferire che, dal dopoguerra in poi, tutto è stato fatto per proteggere gli assassini, fornendoli di passaporti falsi e facendoli espatriare soprattutto in America Latina e nulla invece è stato prodotto nell'interesse dei superstiti e dei parenti delle vittime, della cui sorte nessuno si è mai preoccupato. Il processo degli Alleati nel 1947 a Venezia contro i vertici militari tedeschi, dove la magistratura italiana venne totalmente estromessa e ai famigliari rifiutata la costituzione di parte civile, si concluse del resto, a livello pratico, con delle condanne risibili. Dopo la scoperta dell'Armadio della Vergogna, la magistratura militare s'è messa all'opera, rintracciando testimoni e colpevoli ancora in vita. Vi sono stati quindi importanti processi che hanno visto la condanna all'ergastolo per numerose ex Ss superstiti e l'obbligo dello Stato tedesco di risarcire i famigliari delle vittime». «Ecco allora all'opera "il tam tam" dei potenti del mondo: il 28 aprile di quest'anno, il nostro Governo, sensibile alle richieste della Germania, vara un decreto legge che di fatto sospende tutte le sentenze esecutive che obbligano Berlino a pagare per i crimini commessi in Italia. Adesso, la Corte internazionale dell'Aja, sentenzia che la Repubblica federale tedesca non debba pagare in quanto la Cassazione italiana non avrebbe rispettato il diritto dell'immunità internazionale di cui godono gli Stati». In realtà l'origine giudiziaria della vicenda non parte nè da Sant'Anna nè dalla Luinigiana. Bensì da una strage compiuta dai nazisti a Civitella della Chiana, in provincia di Arezzo: 203 vittime civili uccise con un colpo alla nuca dai soldati della divisione Hermann Goring. I familiari di due morti aprirono una causa civile e ottennero un risarcimento di 800mila euro, Ma ora l'Aja ha bloccato definitivamente questa richiesta danni.
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