La manifestazione
Cene e bagni, via i cartelli
Marco Pomella
◗
Luca Petrucci e i cartelli che pubblicizzano i menu Si corre ai ripari: «Il Comune dia licenze di ristorazione»
3 MINUTI DI LETTURA
LIDO. In molti hanno già tolto dalla strada cartelli e insegne. Qualcun altro non ci pensa neanche lontanamente. L'annuncio del Comune di intensificare i controlli su quelle attività all'interno dei bagni che versano da bere e preparano un primo anche ai "non clienti" delle strutture, divide i concessionari. E l'associazione annuncia: «Chiederemo il cambio della licenza». Dalla Fossa dell'Abate a Focette non si parla d'altro. Il Comune pare fare sul serio: controlli serrati e nessun occhio di riguardo per quei bagni che effettuano somministrazione di cibi e bevande a persone "estranee" allo stabilimento. E così ieri, in passeggiata, erano già spariti tanti cartelli pubblicitari: quelli che indicano "primi a 10 euro", gli aperitivi e le cene a due passi dal mare. Anche se molti l'hanno mantenuto in bella vista come sempre. «Ho tolto il cartello - ci dice PierGiorgio Sbrana del bagno Imperiale - ma non sono affatto d'accordo. Si parla di liberalizzazione del commercio e poi ci mettono questi paletti assurdi. Ma io come faccio a sapere se chi mi chiede una bottiglietta d'acqua al bar è un mio cliente o no? Li devo schedare? Ce l'avessero detto prima si evitava di investire così tanto sulle cucine che noi abbiamo perfettamente a norma, come i ristoranti». Anche Riccardo Novelli del bagno Buonamici non è d'accordo. «E' una norma del regolamento comunale che risale agli anni'50. Dove risulta anche - dice - che i bagni non possono accendere il grammofono. Ci sarà bisogno di aggiornarla, che dite?». Novelli critica questa guerra tra commercianti e lancia una provocazione. «Il Comune mi chiede, per la NotteLido Blu, di restare aperto fino alle 4. E allo stesso tempo mi dice che non posso vendere neanche un caffé. E che resto aperto a fare?». Qualcun altro invece parla di soluzione efficace ma arrivata un po' tardi. «Erano almeno 5 anni - dice Massimo Bardelli del Caffé Godot - che aspettavamo dei controlli del genere. Se esistono delle regole devono essere rispettate da tutti. Io del resto me la sudo la mia licenza annuale per la ristorazione. Dicono che non ci sono differenze tra le due attività? Non è vero, basti pensare che noi siamo obbligati ad avere doppi servizi igienici, per il ristorante e per lo stabilimento». L'associazione balneari cerca di mantenere la barca pari tra le diverse posizioni. «Le regole vanno rispettate - dice il presidente Luca Petrucci - ma siamo già in contatto con l'ufficio commercio per capire se, chi vorrà, potrà fare richiesta della licenza di ristorazione effettiva». L'associazione, proprio ieri, ha comunque inviato una nota a tutti i bagni per ricordare le regole: no ai cartelli sulla strada, no alla somministrazione ai non clienti. Restano però delle perplessità. Ad esempio come essere certi che chi si siede al tavolo dello stabilimento non sia appena entrato in spiaggia oppure non abbia noleggiato la sdraio nello stabilimento vicino? Oppure, nel caso in cui c'è una famiglia ospite di un bagno e decida di invitare a pranzo amici di un bagno vicino, come si dovrà comportare il gestore del bagno con gli ospiti? O ancora: se una persona risulta cliente a giugno e viene a cena ad agosto? Insomma la normativa sarà, a quanto pare, difficilmente applicabile. E le eventuali sanzioni, forse, facilmente contestabili.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
