Il dolore
L'ombrellone gratis divide i bagni
Manuel Tomei
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La bandiera dei bagni della protesta e i bagnanti no cost Monti (Sib) contro i balneari di Confesercenti: sono infantili
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VIAREGGIO. Non ha scaldato più tanto (bagni ma anche turisti) la protesta alla rovescia (ombrelloni e sdraio gratis) organizzata dal Sib-Confcommercio (Sindacato Italiano Balneari). Stando agli annunci della vigilia doveva essere massiccia, in realtà è stata inferiore alle aspettative anche a Viareggio. Ombrelloni e sdraio gratis per un giorno ai turisti, questa la inusuale forma scelta dal sindacato per indurre il governo italiano a intervenire contro la direttiva Bolkestein, che dal 2015 dovrebbe abolire anche in Italia il rinnovo automatico delle concessioni demaniali marittime. Passando in rassegna i tanti stabilimenti presenti sulla passeggiata di Viareggio, salta subito all'occhio che sono pochi quelli che espongono all'ingresso il manifesto che spiega i motivi del cosiddetto "sciopero" dei balneari. Alla fine però anche parecchi tra coloro che formalmente sostengono di non aderire, si adeguano, concedendo l'ombrellone gratuitamente a chi lo richiede. E' il caso del bagno Colombo, il cui titolare Alessandro Colombo non si dichiara d'accordo con la forma di protesta adottata dal sindacato balneari: «Si tratta di una modalità che secondo me non darà i frutti sperati, ma sono costretto a partecipare comunque, non posso dire di no ai turisti che, avendo letto la notizia sui giornali, chiedono di poter usufruire dei servizi gratuitamente». Anche Gianluca Benedetti, del bagno Artiglio, nonostante non reputi efficace questo tipo di protesta, sostiene: «Credo che non otterremo niente, ma ci siamo adeguati ugualmente alla decisione dell'associazione». Ma c'è anche chi partecipa alla protesta con convinzione. Tina Birindelli, titolare insieme alla sorella Grazia del bagno Danilo, racconta: «Il mio bisnonno nell'Ottocento - esordisce - ottenne la concessione per aver catturato dei briganti in padule, da allora di generazione in generazione tutta la nostra famiglia si è impegnata al massimo in questa attività». E continua: «La preoccupazione da parte nostra è fortissima, temiamo che anni e anni di lavoro vadano in fumo. Dieci anni fa il nostro stabilimento è stato incediato e lo abbiamo potuto ricostruire grazie ad un mutuo che non abbiamo ancora finito di pagare. Se l'Italia adotterà la direttiva europea finiremo sul lastrico». Carlo Monti, presidente dei balneari viareggini, si dichiara soddisfatto dell'esito dell'iniziativa: «L'aspetto più positivo di questa giornata è stata l'adesione entusiastica da parte della gente, turisti e clienti abituali infatti non hanno esitato ad esprimerci la loro solidarietà». Il presidente dei balneari stima che circa il 70% degli stabilimenti di Viareggio abbiano aderito, e poi si scaglia contro coloro che si sono tirati indietro: «Con mio grande rammarico, l'altro sindacato (Fiba-Confesercenti) si è tirato fuori: ritengo che i distinguo che hanno posto sono pretestuosi ed anche infantili».
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