Gioco
Gli hotel chiudono le ville si abbattono E' la fine di Focette
Corrado Benzio
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FOCETTE. Ha chiuso anche l'hotel Tirreno. Dopo che, nel 2009, aveva rimosso l'insegna anche il Candia, altro storico albergo sul lungomare di Focette. Assediata da porchettari ed imprenditori d'assalto, le piccola e lieve Focette sta chiudendo i battenti. Non ha più un cinema all'aperto, chiuso un paio di stagioni fa, non ha più un circolo del tennis (fra i più belli della costa), cancellato dalle ambizioni mattonare di un anziano imprenditore lucchese. Di fatto le è rimasto solo un bar (il celebre Gallo d'Oro, dove stazionava Aldo Valleroni, è diventato un sushi-bar), dove sedersi e raccontare il passato. E giusto una settimana fa è stata demolita una bella villa stile anni Cinquanta, molto leggiadra e di buon design. Al suo posto ci verrà una trifamiliare. Ma non sarà la prima e l'unica. Purtroppo Focette è il laboratorio della Versilia turistica, per lo meno dal Dopoguerra. Prima poche ville, frequentate molto bene. Ricordiamo che il 10 agosto 1967 - era andato in pensione un anno prima - moriva nella sua casa nella pineta Vittorio Valletta, l'uomo forte della Fiat. Anzi l'uomo che aveva cambiato il destino dell'Italia, dandogli auto e autostrade. Dopo le ville, arrivò la famiglia Benelli. Alpo decise di lottizzare la pineta e per attirare i clienti aprì la Bussola, locale - non guardatelo oggi - che finì su Domus per il suo design, avanzatissimo per quei tempi. Sarà Bernardini a lanciare la Bussola e tutto quello che c'è intorno: alberghi, bagni, distributori di benzina, parrucchieri (il famoso Alfiero), gallerie d'arte (Farsetti di Prato). Anni d'oro. A frequentare Focette, non ancora famoso, c'era anche un giovane imprenditore brianzolo, si chiamava Adriano Galliani. Che quando lasciò la Versilia (dove è tornato in questi anni) puntò decisamente sulla Sardegna. Bernardini era un genio dello spettacolo, ma soprattutto era un uomo che capiva i segnali della storia. Dopo il famoso 31 dicembre 1968 e la contestazione davanti alla Bussola, capì che quel mondo era finito. Certo ci fu ancora spazio per Mina (ultimo spettacolo alla vecchia Bussola 1972) e Marlene Dietrich, Ginger Roger e Lucio Battisti. Ma i tempi erano cambiati e lui decise di puntare tutto su Bussoladomani. Nasce la Versilia ibrida: c'è ancora la borghesia (e i tanti gay) che adorano Mina e ci sono i sorcini che passano la notte davanti i cancelli per aspettare Renato Zero. E Focette? Copia il modello Rimini: la Bussola, nuova gestione, diventa una balera ed è seguita dal Bussolotto e poi dal Victoria e dal Seven Apples. Gli hotel vengono chiusi e diventanto rta: prima il Riva (dove comprano casa i due Baresi) e poi il Palazzo della Spiaggia, anche qui con lo zampino di industriali lucchesi. Oggi altri imprenditori annunciano che venderanno l'hotel e negli ultimi tempi non si vede più in giro un habituè come Giorgio Panariello. Mal di poco: sono poche decine di ettari di Versilia. Se non fosse che il destino di Focette ha preceduto quello della parte nobile della riviera.
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