Il Tirreno

Versilia

Assocarristi, i poteri al collegio dei garanti «Dimissionato» Lebigre

Claudio Vecoli
<b>PADRONI A CASA NOSTRA.</b> L&#146;ultimo carro di Lebigre. Ma chi comanda fra i carristi?
◗
PADRONI A CASA NOSTRA. L’ultimo carro di Lebigre. Ma chi comanda fra i carristi?

3 MINUTI DI LETTURA





 VIAREGGIO. Chiudere la crisi interna ai carristi nel più breve tempo possibile. E indicare al più presto un nuovo presidente (anche se al momento non vi sono ancora candidature ufficializzate). Sembra essere questa la strada che l'assemblea dei costruttori vuol percorrere dopo le dimissioni shock di Umberto Cinquini dai vertici dell'associazione. Una strada che significa anche un taglio netto con il recente passato. E che sta portando ad un riequilibrio dei poteri all'interno delle varie «correnti» della Cittadella.  La prima scelta drastica operata dai costruttori - ufficializzata in un comunicato stampa diffuso nel pomeriggio di ieri - è stata quella di mettere da parte il vicepresidente Gilbert Lebigre. I poteri - in questa fase di vacatio - non passeranno al «secondo» di Umberto Cinquini. La guida dell'associazione è stata infatti affidata al collegio dei garanti del quale - come carristi - fanno parte Alessandro Avanzini e Fabrizio Galli (con Carlo Lombardi e Luciano Tomei come supplenti). Saranno dunque loro a governare l'associazione in questa fase transitoria. E spetterà a loro sondare la categoria per trovare una candidatura adatta alla sostituzione di Umberto Cinquini.  All'incontro con il sindaco Lunardini in programma domani mattina a mezzogiorno - nel corso del quale sarà ufficializzata da parte dell'amministrazione comunale la proposta per sanare il debito della Fondazione con i carristi (145mila euro complessivi) e saranno esposte le garanzie economiche per il futuro della manifestazione - si presenteranno dunque Avanzini e Galli. Mentre non ci sarà Gilbert Lebigre, di fatto «dimissionato» dall'assemblea.  Il collegio dei garanti ha espresso anche un duro giudizio sulle dimissioni di Umberto Cinquini. «Nel merito delle sue dimissioni - si legge nel comunicato - la sua iniziativa ci ha sorpresi e stupidi: sorpresi perché Cinquini le ha rese pubbliche ancor prima di averle discusse con l'assemblea, fatto abbastanza riprovevole; stupiti perché il mandato del presidente dell'associazione viene dall'assemblea e ad essa deve essere sempre riferito. Ed è evidente che in momenti difficili come quello che il Carnevale sta attraversando i ruoli di rappresentanza sono molto scomodi. Questo non giustifica l'azione di Cinquini che mette in concreta difficoltà l'associazione tutta».  Il collegio dei garanti ribadisce poi la posizione presa dall'assemblea riguardo allo «sciopero dei bozzetti»: «La presentazione dei progetti dei carri - si legge ancora - siletterà fino a quando la Fondazione Carnevale non sarà nelle condizioni economiche che gli permetteranno di programmare il 2011. In questo momento la Fondazione è priva di liquidità e non ha accesso al credito, tanto è vero che non può neanche garantire il saldo residuo dell'edizione 2010. Le ragioni di questa difficoltà si possono discutere e possono essere più o meno comprese, però rimane il fatto concreto».  Dal collegio dei garanti ribadito anche il no alla vendita della Cittadella. «Rimane anche fermo il giudizio negativo che l'Assocostruttori dà dell'operazione vendita Cittadella. Una pesante ipoteca sul Carnevale che non tarderà a far sentire i suoi effetti negativi sul bilancio della manifestazione».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web