Italia
Affitti al nero, beccati in otto
Nel mirino locazioni di un anno: 60mila euro il reddito non dichiarato
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VIAREGGIO. Affitti al nero nel mirino. Uno dei mali storici della città e della Versilia - soprattutto in estate - ritorna sotto la lente d'ingrandimento della Guardia di finanza. Che ha già beccato otto proprietari di appartamenti che si mettevano in tasca i soldi senza dichiarare uno spicciolo. Per un totale di 60mila euro non dichiarati al Fisco. E i controlli - assicurano le Fiamme gialle - proseguiranno anche nelle prossime settimane. Un percorso, dicono dal Comando, iniziato con le "visite" ai superyacht. E che mette in allerta non solo i proprietari di piccole abitazioni, che magari cercano di sfruttare l'estate dando in affitto la casetta per qualche settimana o un mesetto. Anche i "furbetti" che mettono a locazione l'appartamento per periodi più lunghi, e che non vogliono mettere nero su bianco per non dare soldi allo Stato, sono avvisati. Otto di loro, del resto, sono già stati scoperti dai militari. Incassano e poi cacciano. L'evasione fiscale ha molte facce, tutte poco simpatiche, anche perché la motivazione che viene spesso fornita da chi fa affari al nero è «Mi comporto così per non farmi portare via tutto dallo Stato». In questo caso, però, i finanzieri si trovano di fronte a situazioni particolarmente odiose. Capita, infatti, che il proprietario dell'abitazione si metta d'accordo con i futuri ospiti per un periodo di sei mesi o un anno. Poi, dice, si riserva di valutare. Ogni mese passa regolarmente all'incasso, e non sono cifre basse: si va dai 700 ai 1.000 euro, e anche di più. Al termine di questo periodo, se l'evasore ha trovato qualcuno che gli offre più soldi per abitare nell'appartamento, oppure se ha deciso di riprendersi la casa, il procedimento è semplice: cacciare di casa gli abusivi. Anche perché questi difficilmente possono dimostrare di aver pagato ogni mese: non ci sono ricevute. Non sempre, però, la questione si chiude lì. E allora la famiglia cacciata di casa - contrariamente a quanto si pensi, nella maggior parte dei casi è italiana - si rivolge alla Finanza. Che - oltre ai controlli di rito - si muove anche in seguito a esposti di cittadini per scoprire l'evasione. Gli accertamenti. Gli otto casi già accertati hanno verificato una quantità di denaro incassata direttamente dai privati, e non dichiarata, superiore ai 56mila euro. Soldi che anziché andare sul 730 o sul modello Unico, per poterci pagare le tasse, sono spariti nel nulla. Cosa che i lavoratori dipendenti e quelli che pagano regolarmente le imposte non possono fare. Ora la questione passa all'Agenzia delle Entrate, che applicherà le sanzioni per le mancate dichiarazioni e chiederà il versamento dell'Imposta di registro. In attesa che qualche altro furbetto finisca nel mirino degli ispettori delle Fiamme gialle.
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