Il Tirreno

Versilia

«Turismo, dalla crisi si esce cambiando»

Donatella Francesconi
Mare e affitti: i due volti dell’offerta turistica; Massimo Lucchesi, direttore Apt
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Mare e affitti: i due volti dell’offerta turistica; Massimo Lucchesi, direttore Apt

Parla il direttore dell'Apt: modificare i servizi offerti andando incontro al cliente

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 VIAREGGIO. Colazione in albergo fino alle nove, alle 7,30 del mattino lo stabilimento balneare è chiuso, alle 23 non si cena al ristorante, una bombola del gas di domenica pomeriggio a metà luglio non si può avere. E se sull'Adriatico i bambini non pagano, qui trovi il cartello che avverte "pranzo bambini dieci euro", quanto un pranzo di lavoro. Benvenuti in Versilia, tra mare e colline. Dove al tavolo della discussione categorie-istituzioni c'è chi caldeggia, come soluzione ai tanti problemi, il ritorno all'affitto lungo tutto un mese.  Temi che fanno discutere, come pure la questione sul mare al tramonto. Ed ancor di più se a metterli tutti in fila è il direttore dell'Azienda di promozione turistica, Massimo Lucchesi. Che premette: «Non va assolutamente sottovalutato lo sforzo che tutti gli operatori turistici della nostra zona hanno messo in campo nell'estate più "nera" sul fronte della crisi economica». Ma - continua Lucchesi - proprio perché «siamo in una fase che ci impone di rilanciare e fare delle scelte, dobbiamo mettere in campo cambiamenti nei servizi offerti».  Al modificarsi delle richieste, insomma, deve far seguito in un altrettanto significativo cambiamento delle risposte. «Come modificare i servizi? Adattandoli maggiormente alla domanda». Questa la ricetta proposta dal direttore dell'Apt: «Consapevoli che si modifica la tradizione». Se il cancello dello stabilimento balneare apre in anticipo, se l'hotel offre colazioni anche agli inguaribili nottambuli, se per "catturare" il mordi e fuggi del turista del fine settimana si propongono offerte accattivanti invece si storcere il naso davanti alla telefonata di chi chiede la camera per una sola notte.  La resistenza alle innovazioni proposte da Lucchesi ha una sola parola d'ordine: «Chi paga il personale per le cene fino all'una di notte, per le colazioni no-stop, per pulire la camera utilizzata una sola notte, per il bagnino in servizio nel rosso del tramonto?». I gestori di hotel, bar, ristoranti protestano contro il pressing del nuovo bagnante, protagonista di una vacanza che - sottolinea Lucchesi - «è inevitabile non resti immutata nel tempo».  Lucchesi suona la tromba dell'allarme: «Attenzione: la fase in cui siamo offre solo due uscite. O il declino o il riposizionamento. Il che impone categoricamente una cosa sola: fare delle scelte». La Versilia rimpiange gli anni sessanta, i Vip, le macchine di lusso, le "mise" scintillanti? «Ok. Basta decidere tutti insieme che si va in questo senso. Ed informare adeguatamente il turista della tendenza dell'offerta, e del fatto che è la Versilia che detta le condizioni al turista e non viceversa». Lucchesi indica un metodo di lavoro: «Analisi dei bisogni e dell'offerta, e poi scegliere. Cercando risposte che ci traghettino sul lungo termine se si risponde alla domanda "le politiche turistiche fatte fino ad ora sono adeguate al futuro o no?"».  Riflessioni e lavoro collettivo, però, raccomanda Lucchesi: «Il nostro primo punto debole - continua il direttore dell'Apt - è la promozione che ciascuno fa per conto proprio. Se io metto un cartello davanti alla mia struttura con il quale annuncio offerte, promozioni o sconti, questo presuppone che il mio messaggio di operatore turistico sia rivolto a chi è già qui. E mi perdo tutti quelli che potrebbero saperlo e non lo sapranno mai».  Tutti insieme significa anche un confronto sugli eventi: «La Versilia 2010 offre tantissime proposte. Che sono troppe. E ciascuna slacciata dal ritorno che l'evento può avere». L'esempio è quello del concerto di Bob Dylan alla Cittadella: «Tremila persone, di mercoledì. Che ritorno ha avuto in termini di camere prenotate, pasti al ristorante, colazioni?». Lo stimolo proposto è quello di un metodo di lavoro: «Creo un evento e lo misuro col territorio. Penso a proposte da abbinare, a sconti costruiti per quell'occasione...».  Ragionamento stimolante. Ma che può fare l'Azienda di promozione turistica? «Recuperare un ruolo - è la risposta decisa - di coordinamento che in questi anni si era un po' perso». Ma anche sollecitare «politiche comprensoriali per quel che riguarda trasporti e infrastrutture. Questo è il momento, dato che i Comuni della Versilia hanno in approvazione strumenti importanti».  Alla fine, una certezza e l'appello alla riflessione che arriva dall'Apt: «Pensare che si passi da questa crisi senza cambiare nulla è impensabile. Ne usciremo inevitabilmente diversi».

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