Sicurezza
Processo Mallegni, tutti i veleni tra i vigili
Matteo Tuccini
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IN AULA. Lex assessore Simoni Due agenti della municipale: le nostre "disavventure" sotto il comando della Manzione
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LUCCA. I veleni tra colleghi, i presunti "torti" del comandante e soprattutto una telefonata di fuoco. Quella tra Massimo Mallegni e l'ex capo dei vigili urbani Antonella Manzione in una notte di fine ottobre del 2002, riportata dal teste eccellente Massimiliano Simoni. «Mi hai rotto i c..., non ti sopporto più, tu e i tuoi», avrebbe detto alla Manzione l'allora primo cittadino, che si trovava con Simoni (ai tempi assessore) dopo una lunga seduta di giunta sul bilancio. Nell'udienza di ieri del processo a carico di Mallegni, accusato di mobbing assieme all'ex comandante Roberto Buratti e al capo di gabinetto Adamo Bernardi, sono stati ascoltati i testimoni della difesa, con Simoni primo a sfilare sul banco. Le loro deposizioni hanno teso a confermare la linea degli avvocati che tutelano Mallegni e gli altri. E cioè: la municipale era divisa in fazioni in lotta tra loro. E il comandante Manzione avrebbe avuto i suoi "protetti", che tutelava a scapito dei colleghi. «Mallegni era incazzato». In aula Simoni dà la sua versione dei rapporti difficili tra sindaco e comandante. «C'erano molte segnalazioni da parte dei cittadini - dice - in particolare, la gente si lamentava del fatto che i mezzi dei vigili parcheggiati spesso toglievano posti alle auto dei residenti. E poi si parlava delle assenze del comandante, per convegni e impegni come giudice onorario. Mallegni, scusate il termine, era incazzato». Il 21 ottobre 2002 Mallegni e Simoni stanno andando a cena insieme a Marina, dopo una seduta di giunta sul bilancio. Sono le 1,30 del mattino. «Il sindaco dice di aver ricevuto l'ennesima segnalazione per le auto dei vigili che occupano gli stalli blu - dice Simoni - Chiama la Manzione al telefono per farglielo presente e lei reagisce: "Io faccio il comandante, tu fai il sindaco". A quel punto la situazione degenera. Mallegni è furioso: "Mi hai rotto i c..., tu e i tuoi"». «Esiliato a Vallecchia». Dopo Simoni è stato il turno di tre agenti della municipale, due dei quali ancora al lavoro. Salvatore Esposito afferma: «Sotto il comandante Manzione facevo sempre il servizio appiedato e venivo spesso mandato a Vallecchia, uno dei luoghi meno impegnativi. Non ho mai capito perché. Poi, per un mese, sono stato dirottato all'ufficio ambiente. E c'è stato anche un contenzioso di lavoro, perché io e un altro collega eravamo stati gli unici esclusi dalla concessione della livrea. I colleghi più "vicini" alla Manzione? Barattini, Coppedè, Pelletti e Moltedo». Più lungo il racconto di Francesco Landi, ex vigile dell'ufficio infortunistica oggi in pensione. Che rivela di aver avuto un "problema", quando a un anno e mezzo dal pensionamento «la dottoressa Manzione mi propose di passare ad altro incarico, prima del quale, però avrei dovuto sostenere una visita fiscale viste le mie patologie, che mi impedivano di svolgere determinati servizi. Una volta arrivato davanti ai dottori, che mi hanno detto chiaramente: "Se non passi la visita perdi la divisa", mi sono rifiutato di sottopormi. Mi volevano cacciare come una ciabatta rotta». Landi dice, poi, che un episodio lo avrebbe fatto particolarmente arrabbiare: «Ero su una corsa ciclistica - afferma - e sono rimasto per ore in attesa che al termine del servizio qualcuno venisse a prendermi». «La vergogna di Pietrasanta». Infine, sul banco dei testimoni è salito l'agente Gino Lombardi, che ha ricostruito - ma solo dopo la lettura del verbale - l'ormai celebre multa del maggio 2006 al bus davanti all'hotel di Marco Mallegni. Occasione in cui Angelini, proprietario dell'hotel La Bitta e in contrasto con Mallegni avrebbe detto al fratello del sindaco: «Siete la vergogna di Pietrasanta».
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