Sicurezza
La puzza. Dito puntato su Pioppogatto: Asl e Arpat non sanno che pesci prendere
«Voglio dieci spazzini in azione»
Donatella Francesconi
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Personale Sea al lavoro in Passeggiata Parla Riccardo Battaglia, neo presidente di Sea ambiente
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VIAREGGIO. «Voglio dieci spazzini in giro per la città». Parla Riccardo Battaglia, architetto, neo presidente di Sea ambiente. «È quello che sto cercando di fare: incrementare lo spazzamento manuale». Battaglia comincia da dove si era "piantato" il suo predecessore Ermindo Tucci. Che non l'aveva vinta sul capitolato predisposto dal Comune. Uomo di fiducia del sindaco Lunardini, Battaglia potrebbe anche aver maggior fortuna di Tucci, passato alla presidenza di Gaia dopo esseri posizionato - nelle fila dell'ex An - dalla parte "sbagliata". «I cittadini, o almeno una parte - continua Battaglia - hanno la cattiva abitudine di buttare la spazzatura dove capita. È chiaro che non possiamo non pulire. Ma appena lo fai devi ricominciare da capo, come accaduto per i bordi della pineta che, una volta puliti, il giorno dopo erano come prima dell'intervento». Non sarà che cestini e contenitori non sono adatti? In Passeggiata, per esempio, non è mai stata introdotta la raccolta differenziata per il pubblico. In giro per la città non ci sono messaggi che invitino a tenere pulita Viareggio. «Vorrei aumentare i cestini e soprattutto sostituire quelli esistenti con un modello che non si rompa. Ho anche richiesto un incontro con le categorie della Passeggiata. Nei punti cruciali della città vorrei una raccolta adeguata». A questo proposito giriamo a Battaglia una protesta. Sul Viaolone, davanti al ristorante "Giordano Bruno" i cassonetti puzzano. La segnalazione arriva dai titolari del locale che si sono rivolti a Sea più di una volta. «Prendo nota - risponde Battaglia: in questi giorni mi sento come un computer che viene "strippato" di dati...». La puzza. «Il cattivo odore che si spande sulla città la notte non arriva certo dall'impianto Sea di via Comparini». Eppure il centro del tanfo è proprio quella zona. «In primis il responsabile è l'impianto di Pioppogatto. È un problema, questo, che andrà affrontato da tutti i Comuni. Ed i principali controllori, Arpat ed Asl, ci dovranno dare delle indicazioni e delle direttive. Purtroppo la sensazione è che brancolino nel buio e che non l'abbiano presa sul serio perché non sanno che pesci prendere».
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