Proteste
Porto, manovra più difficile
Donatella Francesconi
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DA RIMUOVERE. La spiaggia che si estende nel canale del porto C'è una "punta" di sabbia in mezzo al mare
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VIAREGGIO. Sarà pubblicata la prossima settimana la nuova gara per l'escavo: un milione di euro per i lavori nell'avamporto che consentiranno di avere ragione della spiaggia naturale al Triangolino. Centomila metri cubi di sabbia da rimuovere con un intervento da terra. «Se lo facessimo adesso - spiega l'ingegnere Riccardo Raffaelli, dirigente del settore lavori pubblici del Comune - avremmo il problema di dove collocare la sabbia». Le analisi dei sedimenti danno il via libera ad utilizzare il materiale rimosso per ripascere la costa. Ma se la sabbia deve stare ferma prima di essere smaltita - è la tesi del Comune - la contaminazione è inevitabile. Come le relative analisi ed il doppio passaggio prima di smaltirla. Scarsa, dunque, la possibilità che possa essere fatto l'intervento urgente richiesto dalla Capitaneria di porto anche nell'incontro del 9 luglio con la Regione. Gli uffici dell'assessore Roberto Bucciarelli sono comunque alla ricerca di fondi, avanzati dal totale delle somme disponibili, per verificare la reale possibilità di agire al di là della somma già destinata alla gara per i lavori in avamporto, previsti dal primo ottobre. Lavori sui quali "pende" il giudizio di chi con il mare lavora. Agenzie e cantieri hanno da mesi le mani nei capelli. Aver "rotto" la barra fa sì che per i giochi di correnti la sabbia si accumuli all'imboccatura del porto. Anche perché - questo il dato degli uffici comunali - sul porto di Viareggio preme una massa di oltre 2 milioni di metri cubi di sabbia. E la stessa barra si arricchisce ogni anno di 300mila metri cubi circa. Ma non è questo l'unico problema - peraltro sottolineato a più riprese dalla stessa Capitaneria di porto - creato dall'intervento sulla barra a largo del nostro porto. I lavori eseguiti nell'inverno hanno interessato un tratto ben preciso della barra. Prelevando, spiega il Comune, tra i 250mila e i 300mila metri cubi. Il risultato è stato il permanere di una sorta di "punta" sabbiosa in mezzo al mare. Che crea un'illusione ottica e rende più difficile la già prescritta manovra in entrata e uscita come da Portolano. In particolare, lasciando il porto, le imbarcazioni si trovano davanti un fondale alto che crea in inganno. Se la manovra effettuata è quella di tirare dritto, il contatto con la "punta" è inevitabile. La manovra corretta - spiegano in Comune - è virare subito a destra appena lasciato il fanale rosso tenendosi però più sottocosta di quanto non si facesse prima fino a piazza Mazzini, come da avviso ai naviganti della Capitaneria. Il cui comandante, Fabrizio Ratto Vaquer, torna a intervnire rispondendo all'assessore Bucciarelli che si è detto disponibile all'intervento urgente previa «garanzia» da parte della guardia costiera «che non ci siano danni per la balneazione». In porto - spiega il comandante - «la balneazione è vietata. Ciò premesso, qualora vi fossero i tempi per l'intervento urgente, saranno adottate le prescrizioni, in collaborazione con gli altri enti, per assicurare il massimo del controllo. In altre realtà lavori analoghi si eseguono posizionando panne di protezione per contenere la zona di escavo».
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