Sicurezza
La Finanza contro i superyacht
Claudio Vecoli
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CONTROLLI. Uno scorcio del porto di Viareggio Evasione fiscale e lavoro nero: un blitz nel porto
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VIAREGGIO. I super yacht ormeggiati nel porto di Viareggio nel mirino della Guardia di Finanza. Negli ultimi tre giorni le fiamme gialle hanno infatti «visitato» una ventina di imbarcazioni - tutte comprese fra i ventidue e i quaranta metri - per controllare che il personale dell'equipaggio fosse tutto regolarmente assicurato ma anche (se non soprattutto) per verificare che chi ne usufruisse avesse dichiarato al fisco un reddito compatibile con un simile status symbol. Sul fronte del lavoro nero, la Guardia di finanza ha accertato almeno quattro casi irregolari. Su uno yacht da ventidue metri le fiamme gialle hanno infatti trovato due uomini dell'equipaggio (e fra questi anche il comandante) che lavoravano in nero. Le altre due irregolarità sono invece state riscontrate su un venticinque metri dove perfino una giovane donna di origini russe è risultata non essere assicurata. Ma i casi potrebbero salire ulteriormente se dieci componenti dell'equipaggio di uno yacht trovati senza la documentazione a bordo non dimostreranno - come hanno dichiarato - di essere regolarmente assunti. «Abbiamo dato loro tempo fino a mercoledì per dimostrare di essere in regola: altrimenti scatteranno le sanzioni», spiega il maggiore Pasquale Arena, comandante della compagnia di Viareggio della Guardia di finanza. Fin qui i controlli legati al lavoro nero. Gli sviluppi più interessanti del blitz in porto, tuttavia, potrebbero arrivare nei prossimi mesi. I finanzieri hanno infatti acquisto documentazione ritenuta interessante riguardo agli effettivi proprietari degli yacht controllati (spesso intestati a società che i finanzieri sospettano «di comodo»). Il lavoro successivo sarà adesso quello di controllare le dichiarazioni dei redditi presentate dalle persone che usufruiscono delle lussuose imbarcazioni e verificare se quanto dichiarato al fisco sia compatibile o meno con il possesso dei super yacht. Se così non fosse, verrebbe aperta un accertamento approfondito che potrebbe portare a far emergere situazioni irregolari piuttosto importanti. «È un lavoro che comporterà tempo - spiega ancora il maggiore Arena - ma che è particolarmente prezioso per scoprire sacche di evasione di primo piano». A questo proposito l'attenzione della Guardia di finanza sembra essersi concentrata su tre yacht formalmente intestati a società italiane ma di fatto utilizzati da tre cittadini versiliesi con residenza all'estero: due in altrettanti paradisi fiscali (Montecarlo e Lussemburgo), un terzo in Tunisia. E i controlli non si limiteranno al blitz degli scorsi giorni. Altre visite a sorpresa delle fiamme gialle sono infatti previste nel corso dell'estate. E non è escluso che le verifiche possano essere effettuate anche su altri beni di lusso.
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