Il Tirreno

Versilia

La spiaggia diventa “off limits” proprio nell’orario più bello: «Un errore chiudere troppo presto»

«Bagni aperti fino al tramonto»

Claudio Vecoli
<b>SPIAGGIA &laquo;CHIUSA&raquo; TROPPO PRESTO.</b> Bagnini al lavoro fra gli ombrelloni Sopra: il vicesindaco Costagliola sul molo
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SPIAGGIA «CHIUSA» TROPPO PRESTO. Bagnini al lavoro fra gli ombrelloni Sopra: il vicesindaco Costagliola sul molo

L'appello-provocazione del vicesindaco Ciro Costagliola

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 VIAREGGIO. La storia è sempre la stessa. Da anni. Comincia a calare il sole, sulla spiaggia la temperatura si fa finalmente più gradevole, un venticello fresco mitiga il caldo infernale e ti prepara ad un tramonto che si preannuncia spettacolare. Il momento più atteso della giornata? No, quello in cui bisogna alzarsi dalla sdraio (o dal lettino) e tornare a casa.  Già, perché i bagnini cominciano a chiudere gli ombrelloni, riassettano lo stabilimento balneare e - di lì a poco - inizia il rito della rastrellatura della spiaggia. E tu - turista in villeggiatura per un mese, oppure viareggino finalmente con qualche giorno di ferie - ti alzi controvoglia e ti avvii mestamente verso le cabine. Nessuno ti costringe a muoverti dal tuo ombrellone, nella maggior parte dei casi. Ma quando i bagnini e i loro aiutanti cominciano a sistemare la sdraio del vicino che non c'è e ti sfiorano i teli da mare appoggiati sulla sabbia col rastrello, capisci che l'incantesimo si è rotto e restare a gustarti la spiaggia al calar del sole rischia di sembrare un dispetto.  Da utente della spiaggia (con prole), anche il vicesindaco Ciro Costagliola ha vissuto spesso questa amara contraddizione. E adesso lancia una sorta di appello-provocazione ai balneari chiedendo che gli stabilmenti possano restare aperti almeno fino all'ora di cena. «Il tramonto sul mare è uno degli spettacoli più belli che possiamo offrire ai nostri clienti - spiega - e invece la vita nei bagni si ferma, quando va bene, intorno alle 19».  L'occasione per lanciare il sasso nello stagno arriva proprio durante un incontro sulla spiaggia - «Un mercoledì da lettori», apertosi l'altro ieri al bagno Nettuno e promosso anche da «Il Tirreno» - e in cui si è parlato dei ricordi di «bamboretto» del professor Franco Anichini. «Il tramonto sul mare - spiega Costagliola - è una cosa che Rimini o Riccione non potranno mai copiare a Viareggio. Noi, però, non lo sappiamo valorizzare adeguatamente. Anziché farne un cavallo di battaglia, ne impediamo quasi la vista. Per questo faccio appello a tutti i gestori degli stabilimenti balneari viareggini perché tengano aperte le spiagge almeno fino al tramonto in modo che i clienti possano apprezzarlo. Specie in luglio e agosto, l'orario dalle 19 in poi è fra l'altro quello in cui in spiaggia si sta meglio: perché privarne la fruizione?».  Costagliola è cosciente che questo cambio di abitudini in spiaggia comporta dei problemi. «Capisco che rastrellare e rimettere in ordine la spiaggia comporta tempo. Tuttavia, specie in una fase di crisi come quella che stiamo vivendo, l'effetto tramonto sul mare può essere una carta turistica importante da giocare. Credo che l'operazione di pettinatura della spiaggia si potrebbe rinviare al mattino seguente. Fra l'altro questo permetterebbe di ripulire la spiaggia da bottiglie ed altri rifiuti (talvolta anche pericolosi) che vengono abbandonati da chi frequenta la spiaggia di notte. Spero che questa proposta possa essere accolta costruttivamente dai baleari».

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