Il Tirreno

Versilia

In manette. Indagini partite dopo un incendio doloso. «Almeno 10 famiglie strozzate»

Usura, pensionato nei guai

Roy Lepore
DISASTRO. Una delle auto coinvolte nell’incendio appiccato alla Bmw nel dicembre scorso
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DISASTRO. Una delle auto coinvolte nell’incendio appiccato alla Bmw nel dicembre scorso

«Con un complice prestava soldi a tassi del 500%»

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VIAREGGIO. Avrebbe gestito un giro d'affari notevole, con almeno dieci famiglie "strozzate" dai suoi prestiti con tassi d'interesse fino al 500%. Tanto che - secondo i carabinieri - nonostante fosse un pensionato, in casa teneva nascosti circa 50mila euro in contanti. Sono pesanti le accuse a carico di Mauro Manfredi, 57enne torrelaghese, arrestato ieri mattina all'alba dai militari. Con lui in manette è finito Claudio Orlandi, 45 anni, detto "Segatura". Secondo gli inquirenti Orlandi, dopo aver contratto un debito con Manfredi, l'avrebbe aiutato nella ricerca dei clienti e soprattutto nel recupero di crediti. Che in linea di massima non trascendeva nella violenza, con qualche eccezione: l'incendio doloso di una Bmw, di proprietà di un impresario edile polacco, avvenuto il 16 dicembre scorso in via don Tazzoli. E che, coinvolgendo altre auto e una parte del condominio sovrastante, aveva seminato il terrore tra le famiglie lì residenti, rischiando di causare danni ben più gravi di un po' di veicoli bruciati. E proprio con l'accusa di incendio doloso, oltre che di usura ed estorsione, i carabinieri hanno fatto scattare le manette ai polsi di Manfredi e Orlandi. Manfredi si trova in carcere, mentre l'Orlandi è agli arresti domiciliari. L'incendio. In seguito alla relazione dei vigili del fuoco i carabinieri avevano potuto rilevare che la natura dell'incendio era dolosa: le fiamme che avevano danneggiato il fuoristrada erano partite dal bagagliaio. L'impresario edile all'inizio dichiarò che non aveva avuto alcun problema, anche se le indagini hanno poi appurato che aveva un debito non saldato di circa 15mila euro con Manfredi. La svolta delle indagini si è avuta quando i carabinieri, fermando per un controllo un giovane di Torre del Lago, hanno perquisito la sua auto e hanno rinvenuto una fotocopia di un assegno con annotati i dati anagrafici dell'imprenditore polacco, il tipo di vettura e il suo numero di telefono. Ulteriori verifiche da parte dei militari hanno permesso di individuare Manfredi, che nel frattempo - secondo i militari - aveva cercato di servirsi del giovane, anche lui suo debitore, per cercare di recuperare i soldi che aveva prestato al polacco. Se l'operazione avesse avuto esito positivo gli avrebbe concesso l'estinzione del debito. Il piano però non ha funzionato, perché il giovane si è rifiutato. E Manfredi, insieme a Claudio Orlandi, anche lui debitore nei suoi confronti, a detta degli inquirenti si è occupato personalmente della faccenda. I due, poi, sono stati oggetto di intercettazioni e da ulteriori accertamenti. Fino all'arresto.

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